In data odierna, lunedì 5 maggio, Israele ha approvato il piano per “la conquista di Gaza” e il “mantenimento dei territori“. A dichiararlo è stata una fonte del governo israeliano citata dal Times of Israel. Se attuato, questo piano amplierebbe enormemente le operazioni israeliane nei territori palestinesi e probabilmente attirerebbe forti critiche a livello internazionale. I Ministri del governo israeliano hanno approvato il piano con un voto nelle prime ore del mattino, poche ore dopo che il capo di stato maggiore aveva annunciato la mobilitazione di decine di migliaia di riservisti. Secondo i funzionari, gli obiettivi di guerra che Israele intende perseguire sono: sconfiggere Hamas e liberare gli ostaggi trattenuti a Gaza.
Tuttavia, tali operazioni comporterebbero anche lo spostamento forzato di centinaia di migliaia di palestinesi verso il sud di Gaza, aggravando una crisi umanitaria già drammatica.
Dallo stop al cessate il fuoco, avvenuto a metà marzo, Israele ha intensificato i bombardamenti sulla striscia di Gaza, causando centinaia di morti, ha conquistato ampie porzioni di territorio e ora controlla circa il 50% di Gaza. Israele ha anche bloccato tutti gli aiuti umanitari, compresi cibo, carburante e acqua, dando origine a quella che viene considerata la peggiore crisi umanitaria in quasi 19 mesi di guerra.
La popolazione di Gaza vive in una situazione disperata. Il blocco israeliano su tutti i rifornimenti umanitari e commerciali va avanti da due mesi, mentre i bombardamenti sull’intera Striscia continuano.
Le organizzazioni umanitarie avvertono da tempo che il rischio di malnutrizione e fame è altissimo: i panifici sono chiusi, i prezzi dei generi di prima necessità sono alle stelle e le frontiere restano sigillate. Nei mercati si trovano ancora piccole quantità di verdure, ma ormai sono inaccessibili per la maggior parte delle persone. I prezzi sono schizzati alle stelle e molti palestinesi non hanno più alcuna fonte di reddito.
Un chilo di pomodori costa oggi circa 30 shekel (7 euro o 7,90 dollari), contro 1-3 shekel al chilo prima della guerra. Un chilo di zucchero supera i 60 shekel. Il governo israeliano ritiene che “attualmente ci sia cibo a sufficienza” a Gaza, secondo una fonte politica israeliana citata da AFP-DW.
