E’ solo l’inizio. La bomba di domenica è stata solo l’inizio di una vicenda che ancora deve dire tanto e che terrà col fiato sospeso – per l’ennesima volta – tanti tifosi italiani. La notizia sul Brescia ha sconvolto Serie B e non solo. La più agguerrita, tra tutte, la Salernitana, che dopo il comunicato in cui si è detta contrariata oggi ne ha diffuso un altro per annunciare il ricorso al Collegio di Garanzia del Coni. “L’U.S. Salernitana 1919 ribadisce il proprio sconcerto per il provvedimento di rinvio a data da destinarsi delle gare di playout alla vigilia dello svolgimento di quella d’andata, adottato senza alcuna consultazione ufficiale delle società coinvolte ed il coinvolgimento dell’assemblea di Lega. Il tutto in assenza di evidenze certe di fatti idonei ad incidere sulla classifica” si legge.
“Pertanto, il club comunica di aver adito il Collegio di Garanzia del CONI entro il ristretto termine dei due giorni previsto nella misura in cui tale provvedimento possa riflettersi sulle iscrizioni ed ammissioni alla prossima stagione sportiva. La società adirà poi il Tribunale Federale Nazionale, affinché serenamente possa esserci una valutazione degli organi terzi della Giustizia Sportiva, a tutela degli interessi economici e morali dell’U.S. Salernitana 1919 e della sua tifoseria”.
La Giustizia Sportiva, ancora una volta, diventa protagonista in uno sport in cui si dovrebbe parlare solo di quanto accade nel rettangolo verde. La vicenda, per forza di cose, si allungherà, ma intanto il playout è congelato. E, viene da chiedersi, per quanto ancora le società coinvolte dovranno continuare ad allenarsi, restando “appese”? Per questo ieri è emersa l’indiscrezione relativamente a una proposta di una Serie B a 22 squadre avanzata dalla Sampdoria, con liguri e Brescia salve, oltre ovviamente a Salernitana e Frosinone. Un’ipotesi che non è da considerare impossibile o remota. Oltre 20 anni fa è già accaduta una situazione simile, con il caso Catania e la Serie B da 20 a 24 squadre.
