Ci vuole proprio coraggio. Pietro Sciotto è il principale responsabile di quanto sta accadendo all’ACR Messina. Per anni ha tenuto in vita il club attraverso una gestione approssimativa, senza programmazione, con esoneri e rivoluzioni continue, ma soprattutto con salvezze al fotofinish, a fatica. Ha sempre affermato che avrebbe ceduto il club solo se fosse andato in mani più sicure delle sue, ma alla fine lo ha venduto ad AAD Invest Group, che non ha di certo bisogno di presentazioni. Scomparso, Sciotto, dopo la grottesca vicenda, se ne è lavato le mani; poi, nelle ultime ore, è emerso anche il suo nome tra gli imprenditori che hanno accolto l’appello del sindaco Basile per provare a raccogliere gli oltre 300 mila euro legati alla scadenza del 16 aprile.
Non contento, si è messo pure a insultare i giornalisti. A denunciarlo, mediante una nota, sono Assostampa e Ussi Messina che, si legge, “stigmatizzano l’atteggiamento dell’ex presidente dell’Acr Messina, Pietro Sciotto, che ieri pomeriggio ha indirizzato insulti volgari nei confronti del collega Salvatore Pernice e più in generale – parlando al plurale – dell’intera categoria giornalistica. Ricordiamo al prof. Sciotto che il compito del giornalista è quello di informare la comunità, nel caso in questione su un argomento che sta parecchio a cuore ai cittadini-tifosi. Da sempre il presidente (o l’ex) di una società di calcio assume onori e oneri, e non è certo per colpa dei giornalisti. È la legge dello sport. Lo invitiamo, pertanto, a rispettare chi fa il proprio lavoro in condizioni non facili e senza MAI determinare in alcun modo il risultato finale di una partita”, rivelano Sergio Magazzù (segretario provinciale Assostampa Messina) e Marco Capuano (presidente provinciale Ussi).
