Di ora in ora, fa sempre più rumore la nomina ad assessore di Filippo Burrone, il fanatico estremista di sinistra che Falcomatà ha scelto di inserire nella sua nuova Giunta, l’ennesima in 11 anni di tribolata amministrazione comunale in cui ha cambiato squadra di governo cittadino almeno sette volte. Clamoroso il caso di Burrone, per le parole che aveva detto nel 2015 quando, appena eletto consigliere comunale, sfogava tutto il suo odio sui social esaltando i gulag e le foibe utilizzando ingiurie e offese nei confronti delle opposizioni di centrodestra.
Il caso aveva fatto grande scalpore, arrivando a chiedere le dimissioni dal consiglio comunale, la Falcomatà decise di proteggere Burrone e andare avanti con lui. Adesso, addirittura, la clamorosa nomina ad Assessore. Per un personaggio che non ha mai chiesto scusa per quelle parole, e ha un profilo umano e politico che non risponde affatto a quello che dovrebbe avere un assessore comunale (basti pensare l’utilizzo di Facebook con il profilo di coppia!). Ebbene, su quelle folli parole nel 2015 era intervenuta persino l’attuale premier Giorgia Meloni, che sempre su Facebook aveva stigmatizzato le parole di Burrone scrivendo: “Filippo Burrone, consigliere comunale di Reggio Calabria eletto nelle file del centro sinistra, usa questi termini per rivolgersi alle opposizioni. Niente di nuovo, la solita regola non scritta della sinistra italiana: sei libero di pensarla come vuoi finchè la pensi come me. L’odio non ha nulla a che vedere con la nostra idea della politica. Per altri evidentemente non è così“.

