Reggio Calabria, assolto in Appello dall’accusa di resistenza a pubblico ufficiale

La Corte ribalta la condanna di primo grado per A.D.: le frasi rivolte alla Polizia durante il lockdown non furono considerate minacciose. Decisiva la difesa dell’avv. Daniele Calipa

La prima sezione penale della Corte di Appello di Reggio Calabria ha assolto A.D. dall’accusa di resistenza a Pubblico ufficiale. Il ragazzo, difeso dall’avv. Daniele Calipa del foro di Palmi, era stato condannato in primo grado dal Tribunale penale di Palmi poiché aveva minacciato degli Agenti di Polizia del Commissariato di Gioia Tauro nel 2020 (durante il periodo Covid). In particolare, il giovane aveva ripetutamente minacciato gli Agenti che lo volevano soltanto identificare.

Nello specifico gli operanti di Polizia avevano notato un soggetto camminare per strada e avevano deciso di fermarlo considerata l’emergenza sanitaria nazionale, ma alla vista della pattuglia l’uomo non ottemperava all’ordine e iniziava ad andare in escandescenza. Nel chiedere i documenti nasceva un diverbio e gli Agenti sentivano al loro indirizzo frasi esagitate del tipo “…sarebbe finita male per loro…ecc.”.

La reazione spropositata di A.D. portava la Polizia ad allertare un’altra pattuglia, ma ciò nonostante il ragazzo si rifiutava di mostrare i documenti e continuava con il proprio atteggiamento. Solo dopo diversi minuti tornava la calma però il giovane veniva comunque denunciato per l’art. 337 c.p..

Nel processo di appello, l’avv. Calipa – prendendo spunto dai principi giurisprudenziali sul tema -evidenziava che le espressioni rivolte dall’uomo non potevano in concreto arrecare un danno ai Poliziotti e la Corte assolveva l’imputato.