Reggina, Ballarino alla resa dei conti. Sui giornalisti l’ennesima onta, ma in troppi si erano inchinati. Non si permetta a non presentare la squadra a San Cataldo, e guardate queste FOTO…

Reggina, ieri al Granillo l'ennesima figuraccia del glorioso club amaranto e della città di Reggio Calabria a causa delle intemperanze di Ballarino: un uomo fuori dalla realtà. Ma le responsabilità sono tutte della politica, che lo ha messo lì e continua a coccolarselo per avere un Granillo trasformato in circolo del Pd. Guardate queste foto...

Oggi potremmo rimanere qui, in silenzio, divertiti come gli spettatori di una commedia, a gustarci la scena con i pop-corn in mano: Ballarino che è arrivato alla resa dei conti, ma soprattutto tutto il contesto impazzito. Gli ultimi allocchi che prendono atto della realtà, bambini e bambocci vari che vedono i loro sogni andare in frantumi, tutta gente che fino ad oggi ha insultato StrettoWeb vivendo fuori dalla realtà e venerato Ballarino come il nuovo papà di turno (esattamente come era accaduto negli scorsi anni con Saladini), e adesso invece si rende conto di non averci capito proprio nulla.

E invece sentiamo il bisogno e la necessità di alimentare il dibattito, anche perchè ci sono clamorose evidenze e – come al solito – nessuno dice nulla. Nessuno scrive nulla. Nessuno fa la voce grossa: la politica resta muta e complice, i giornalisti in linea di massima pure, nonostante l’ennesima onta. L’ennesima vergogna. Ballarino si è messo tutti contro, anche gli ultimi fedelissimi lacchè oltre alle figure storiche del giornalismo reggino: se l’è presa con RTV, con Nino Neri, con Alfredo Auspici, persino con Rocco Musolino. Ha urlato in sala stampa, ha cacciato tutti smentendo persino il suo addetto stampa, Peppe Praticò, che un minuto prima aveva annunciato l’arrivo di Trocini e Grillo e invece è stato umiliato pubblicamente dal patron catanese. Non si sarebbe dovuto permettere. Nessuno si dovrebbe permettere di calpestare in questo modo la professionalità dei giornalisti, interni ed esterni al club.

L’ennesima vergogna sui giornalisti, che però si erano inchinati e anche oggi restano a guardare

Questa mattina dovrebbero esserci toni pesanti, pesantissimi, su tutti i media, dovrebbero esserci i tifosi a contestare fuori dal centro sportivo e i politici indignati a difendere la libertà di stampa e l’intelligenza dei reggini, e invece sembra che non sia successo nulla. Forse perchè non c’è davvero più intelligenza nei reggini ed è tutto perduto in questa città: dopotutto sono due anni che a Ballarino e ai suoi viene consentito qualsiasi sberleffo e l’unica voce contro questa vergogna è stata StrettoWeb. E il Dispaccio con Paolo Ficara, ad essere onesti.. E anche qualche saggio gruppo di tifosi come Leggende Amaranto. Poi il vuoto.

Basti pensare alle letterine con cui Ballarino ha minacciato StrettoWeb annunciando cause legali a cui non ha mai dato seguito, e chiedendo cifre assurde per fantomatici “risarcimenti del danno” che ovviamente non ci sono mai stati. Forse voleva ripagarsi le spese per la Reggina con i soldi di StrettoWeb, forse pensava che ci saremmo messi a piangere e inchinati anche noi dopo quelle letterine. Povero illuso!

Oggi potremmo rimanere a guardarli, i giornalisti infamati, con i pop-corn in mano: perchè in tanti si erano inchinati subito al nuovo padrone, si erano venduti, si erano piegati. Per un sorriso o un’intervista, per un pezzo di pane marcio. O – peggio ancora – in alcuni casi per mero servilismo tout-court, come era già successo per Saladini. Lo ricordate? Il “genio della finanza“, che ha distrutto la Reggina. Lo raccontavano come un luminare, mentre era già tutto chiaro. Dopo due anni, non è cambiato nulla: la comunità reggina non ha imparato nulla dagli errori fatti. Oggi in molti si “fanno gabbo” di Ballarino e dei suoi comportamenti, ma sono tali dal primo giorno e li abbiamo raccontati settimana dopo settimana. Non lo diciamo col senno di poi. E nessuno può rimproverare, almeno StrettoWeb, di non aver aperto gli occhi in tempo. Solo gli scemi, dopo due anni, possono non aver capito. Possono essersi fatti ingannare. Li abbiamo chiamati allocchi, ma è un termine troppo dolce. E i giornalisti che hanno sostenuto Ballarino, si permettevano persino di contestare la linea di StrettoWeb a difesa della Reggina da chi la sta tenendo in ostaggio nella melma del dilettantismo. Oggi, appunto, si fanno “gabbo” ma dovevano pensarci prima.

Una tifoseria totalmente appiattita alla mediocrità

In un contesto di complicità assoluta, c’è stata anche una buona parte della tifoseria. Non tutta, per fortuna. Ma è stucchevole vedere alla fine di ogni partita l’abbraccio trionfale della squadra con la Curva, in casa e in trasferta, come se fosse in atto una cavalcata vincente. La stessa Curva che venti anni fa contestava con violenza la Reggina in serie A perchè non si accontentava della salvezza, in serie A ripetiamo, e pretendeva la Champions League, con tanto di seggiolini lanciati in campo per una sconfitta con il Brescia di Roby Baggio e Carletto Mazzone, adesso celebra la Reggina di Ballarino sconfitta in serie D un anno dal Trapani di Alfio Torrisi e l’anno dopo dal Siracusa di Marco Turati. Come ci siamo ridotti in questa città…

Anche due anni fa quella stessa Curva era durissima contro una squadra che volava verso la serie A. Dalla contestazione dopo le sconfitte con il Pisa e il Cagliari di Claudio Ranieri, mentre Saladini già da mesi aveva abbandonato squadra, allenatore e DS senza soldi, all’irruzione al Sant’Agata la notte prima della partita decisiva per i playoff con lo striscione imboccato dalla società pronto ad essere srotolato proprio contro Pippo Inzaghi e quei ragazzi fantastici. Oggi, invece, che stiamo marcendo in serie D, solo applausi e cori di apprezzamento.

Non è tutto molto strano?

Ma gli ultras, almeno, sono coerenti con la loro ideologia. “Della categoria, della categoria, non ce ne frega un cazzo non ce ne frega un cazzo” hanno storicamente intonato dai gradoni di quella Curva. Seguono la Reggina in qualsiasi luogo e in qualsiasi tempo, dai polverosi campi delle serie dilettantistiche ai riflettori della serie A, e almeno questa coerenza è una medaglia al merito.

Tutti gli altri, invece, sono ancor più incomprensibili. Gente che di calcio non capisce nulla e va allo stadio soltanto per mostrarsi in un selfie buono per i cuoricini sui social network; soltanto perchè la domenica in questa città non c’è nulla di meglio da fare; e poi giornalisti o presunti tali che soltanto in questo schifo dei Dilettanti possono ritagliarsi un minimo di spazio con i loro articoli e i loro programmi letti e seguiti da qualche parente (forse) e nulla più. Gente che quando la Reggina milita in serie B o in serie A, neanche l’accredito stampa riesce ad ottenere perchè lì bisogna dare la priorità a chi lavora davvero.

Le colpe della politica: il ruolo di Versace, le responsabilità di Brunetti e il silenzio di Falcomatà

Ma le colpe più gravi sono tutte della politica. Troppo facile oggi prendersela con Ballarino. Su StrettoWeb lo scriviamo da due anni: il problema è chi lo ha portato qui. Non si è impossessato della Reggina con la violenza, con la forza, con l’usurpazione. Al contrario, è stata l’Amministrazione Falcomatà a consegnargli il glorioso club amaranto. E questo nonostante non fosse l’unico aspirante: c’era un’altra cordata molto più forte e titolata, molto più ricca e competente, con un multimiliardario che potrebbe gestire una squadra in Champions League e tanti soci reggini nell’organigramma del club. Brunetti, invece, ha preferito un maestro di scuola elementare della provincia di Catania con la presunzione di poter fare calcio ad alti livelli, e il vice Sindaco aveva assicurato di “assumersi tutte le responsabilità di questa scelta” se sarebbe finita male.

Sono due anni che la Reggina perde il campionato contro ogni promessa di Ballarino e della politica, e Brunetti è ancora lì, vice Sindaco con uno stipendio di 10.350 euro al mese pagato con i soldi dei contribuenti reggini. Cosa intendeva quando prometteva di assumersi le proprie responsabilità? In fondo anche qui il problema è dei reggini e dei tifosi, che consentono di tutto: Brunetti aveva parlato di “dieci anni di serie D” per la Reggina, adesso siamo arrivati al terzo e ne mancano ancora 7 per completare la sua promessa. E scommettiamo che ci sarà pure chi lo voterà ancora alle prossime elezioni.

Guardate le foto della Tribuna Vip di ieri al Granillo: neanche fosse un Circolo del Pd. C’è Falcomatà con la griffatissima mogliettina e i figli, poveretti, da esibire sui social con la maglia amaranto. Con tre ore di treno, papà potrebbe portarli a vedere la splendida squadra del Sud Campione d’Italia due anni fa e adesso vicina al bis. Con un’ora e mezza di aereo potrebbe portarli a vedere la squadra italiana che per la seconda volta in due anni si gioca l’accesso alla finalissima di Champions League. E va bene che non sono il Milan del suo cuore, che vive un momento molto difficile e in poche settimane è stato estromesso in malo modo dalla Champions League di quest’anno e di quello successivo, ma quantomeno ha vinto la Supercoppa, ha vinto tre derby, è in finale di Coppa Italia. Stiamo parlando del calcio che conta, che regala emozioni, che incanta i tifosi, che appassiona i bambini. E invece al Granillo siamo relegati al Dilettantismo

Guardatele bene queste foto: c’è Versace fianco al fianco con Ballarino e Minniti. E’ da mesi che lo scriviamo: parla come un dirigente del club. A che titolo entra in zona mista, negli spogliatoi, risponde alle domande dei giornalisti? Quale vice Sindaco d’Italia ha questo ruolo in un club? E poche file sotto, Falcomatà accanto a Brunetti, a dimostrare un’assoluta sintonia nelle scelte sulla Reggina. L’importante era allontanare Bandecchi da Reggio, e pazienza se oggi la Reggina sarebbe in serie B e invece continua a marcire nei Dilettanti all’infinito. Intanto il Granillo è un circolo del Pd e noi ci facciamo le foto social e comandiamo:

ballarino falcomatà brunetti versace minniti reggina
Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb
Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb
Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb

La Reggina agli amici degli amici con la politica mai così legata alla società. Ci vuole altro per aprire gli occhi di fronte a tutta questa sfacciataggine? Su StrettoWeb lo abbiamo raccontato sin dal primo giorno. Ricordate la conferenza stampa di Brunetti che annunciava La Fenice Amaranto? “Non prova imbarazzo?” chiedevamo al vice Sindaco. Che in una città normale, oggi dovrebbe nascondersi per la vergogna. E invece è ancora lì in prima fila.

Certo che siamo proprio strani a Reggio Calabria. Una città e una tifoseria che si permettevano di contestare un presidente del calibro di Lillo Foti, artefice di 9 anni di serie A, 20 anni consecutivi tra serie B e serie A, la realizzazione dello stadio Granillo e del Centro Sportivo Sant’Agata, un indotto enorme, tanti posti di lavoro, tanta economia a girare ogni settimana in città, ma anche sul campo l’arrivo di grandi campioni, Perrotta, Pirlo, Baronio, Nakamura, Amoruso, Ciccio Cozza, Acerbi, Missiroli, Viola… La proiezione internazionale della Reggina, la partita con il Real Madrid, il miracolo dal -15 con Walter Mazzarri in serie A, le tournée in Giappone venti anni fa, come i top club europei fanno oggi. Lo criticavano, appunto, a Lillo Foti, gli stessi che oggi celebrano Ballarino, il papà di turno, tanto l’importante è vedere la domenica una palla che rotola, andare allo stadio a sfogare i nostri istinti più selvaggi…

Intanto, Ballarino è alla resa dei conti. Ma che non si permetta di non presentare la squadra a San Cataldo domenica prossima. Onori gli impegni che ha assunto. Paghi l’ultima trasferta della stagione e (speriamo) della sua triste era alla guida della Reggina. Risparmi alla città l’ennesima clamorosa e imbarazzante umiliazione. Tra l’altro non si capisce perchè non dovrebbe andare a San Cataldo una squadra che è a -1 dalla prima e viene da 10 vittorie consecutive: magari il Siracusa non vince a Barcellona Pozzo di Gotto… Oppure Ballarino sa già che è tutto fatto con sette giorni di anticipo? 

Sulla “minaccia” di non iscrivere la squadra al campionato, a Ballarino possiamo solo dire che sarebbe una liberazione. Se il calcio a Reggio deve essere questo, è meglio che non ci sia. Sono solo umiliazioni settimanali di cui i reggini farebbero volentieri a meno. Sembra il bambino che non riesce a vincere e allora prende il pallone e se lo porta via. La risposta migliore e più bella degli altri coetanei è quella in cui lo mandano a quel paese e salgono sulla bicicletta iniziando a praticare un altro sport, tra l’altro molto più sano ed emozionante.

Le insinuazioni sul Siracusa per nascondere la propria incapacità

Ancora più vergognose le insinuazioni sul “Siracusa che si compra le partite“, dubbi che “fanno male al calcio” come ha detto il mister del Castrumfavara. Persino l’allenatore del Castrumfavara è venuto al Granillo a dare lezioni di calcio e di vita al proprietario (sigh!) della Reggina. E Reggio zitta, muta. I poveretti se la prendono con la Vibonese che si sarebbe “scansata” a Siracusa, Peccato che nel girone di ritorno la Vibonese ha perso 10 partite e se non ci fosse stato il girone d’andata lotterebbe per evitare i playout. Ha perso anche al Granillo con la Reggina un mese fa, anzi con la Reggina aveva perso anche all’andata a Vibo nel suo miglior momento di forma. E l’anno scorso ha perso sempre in casa la semifinale playoff con la Reggina. Si è forse scansata con gli amaranto? L’unica verità è che il Siracusa è enormemente più forte della Vibonese e ha vinto la partita 3-0 nel primo tempo con pieno merito, in coerenza con i valori in campo.

I reggini vittimisti – a partire dal Sindaco Falcomatà che in settimana è stato richiamato persino dal primo cittadino di Siracusa per le sue clamorose esternazioni contro gli arbitri in serie D, vi rendete conto come ci siamo combinati a Reggio Calabria dove le istituzioni dello Stato accusano gli arbitri dei Dilettanti? Roba che neanche nei paeselli delle montagne… – dovrebbero invece pensare a quanti errori arbitrali hanno favorito la Reggina nel corso di questa stagione, e al ritiro dell’Akragas che è stata l’unica evenienza che ha consentito alla Reggina di potersi ancora giocare il campionato fino alla fine, rosicchiando punti al Siracusa, perchè sul campo gli amaranto avevano pareggiato con l’ultima in classifica e se non si fosse ritirata, il Siracusa sarebbe già aritmeticamente in serie C. Ma su tutto, c’è il fatto che il Siracusa ha vinto all’andata e al ritorno contro la Reggina, battendola 5 volte su 5 partite in poco più di un anno, da quando è arrivato Ballarino. Si saranno comprati anche queste partite, gli aretusei? 

Neanche con Juve, Milan e Inter in serie A la Reggina aveva mai perso 5 partite consecutive. Con Ballarino ci è riuscita con il Siracusa…

L’unica verità è che il Siracusa è più forte e andrà meritatamente in serie C, come accaduto al Trapani un anno fa. La Reggina non ha meritato la promozione né lo scorso anno né quest’anno, e finché ci sarà Ballarino troverà sempre una squadra superiore anche nei Dilettanti. A Falcomatà il compito di liberare la squadra da questa situazione incresciosa, provocata dalla sua Amministrazione politica. Il Sindaco restituisca la Reggina alla città.

Le mosse di Falcomatà per il futuro della Reggina: tutto dipende da lui

Se Ballarino libererà il club, certamente qualcuno che iscriverà la squadra al prossimo campionato ci sarà. E se il Sindaco farà le mosse giuste, in tempo utile per costruire un progetto vincente, quindi subito già da questa settimana, convincendo Ballarino a consegnargli la squadra così come la aveva avuta due anni fa, certamente quella sarà la base, il primo passo, per un futuro migliore. Il patron catanese ha appena espresso la volontà di non iscrivere la squadra al prossimo campionato: è questo il momento in cui il Sindaco deve intervenire. Per evitare l’ennesima vergogna. Per restituire la Reggina alla città.

Falcomatà deve solo chiedere scusa per il grave errore commesso, costato due anni di dilettantismo in più, dare il benservito a un Ballarino ormai alla resa dei conti e costruire un futuro adeguato alla grandezza della Reggina. La responsabilità, ancora una volta, è tutta sulle spalle del primo cittadino. Un sindaco che come abbiamo già visto, fino a tre giorni fa se la prendeva col Siracusa come i bambocci dell’asilo. Riuscirà, almeno una volta, a fare il suo dovere?

Liberate la Reggina.

Restituiteci la Reggina.