In campo sapeva fare la differenza, sapeva prendere una decisione, in maniera rapidissima e quasi sempre vincente. A livello comunicativo, invece, Nicola Amoruso è stato sempre molto diplomatico: concetti posati, parole pesate, difficilmente è andato oltre il limite. Al format del Dispaccio “Reggina Talk”, però, l’ex attaccante amaranto ha saputo andare oltre, offrendo interessanti spunti di riflessione sul futuro del club, anche alla luce dello show di Ballarino di domenica. “Non capisco il perché di quella sfuriata – ha detto – ma quello che è grave è non capire se ci sarà un futuro o meno. Non so se intravedere la luce. Il campionato si sta concludendo non come tutti avremmo voluto, ovvero con la Reggina prima in classifica. Vorrei capire da cosa derivano queste dichiarazioni. Credo vadano lanciati messaggi diversi, costruttivi. Invece ci ritroviamo davanti a dichiarazioni un po’ forti, direi estemporanee. Mi auguro sia stato uno sfogo momentaneo, ma bisogna capire a cosa è dovuto”.
Sempre in merito al futuro, Amoruso va ancora più nel dettaglio: “se la società ha preso un impegno, credo sia giusto portarlo a termine. Spero che la sfuriata del presidente non sia legata a questo, sarebbe triste. E’ facile portare a termine gli impegni solo se le cose vanno bene. Il rischio imprenditoriale va considerato”. E a proposito di rischio imprenditoriale, precisa: “avendo lavorato con grandi imprenditori, so che quando sposi un progetto calcistico, la durata va dai tre ai cinque anni. E’ questo che mi sembra strano. Credo che chi decide per la Reggina, debba farlo non su base annuale. Chi si è avvicinato, viene da fuori. Magari non conoscono bene le potenzialità della città, e nemmeno le problematiche. Dopo un anno, siamo già qua a parlare del futuro della Reggina. Se non ho raggiunto i punti del mio programma? Ci provo il terzo anno, con maggiore convinzione. Perché non iscriverla anziché cederla a zero? Evidentemente, ci sono gli stipendi da pagare. Credo, non conosco la situazione, però non ci sono altre spiegazioni”.
Secondo l’ex attaccante, nessuno comprerebbe una società in Serie D, considerando che ci sono anche gli extra. Una risposta indiretta alle richieste di Ballarino, che per vendere la società ha già più volte chiesto un corrispettivo in denaro: “non c’è nessuno che arriva e, per una squadra di Serie D, tira fuori un extra oltre agli investimenti da fare. La prendi a zero e fai investimenti per i giocatori. Difficile che qualcuno paghi per prendere la società esistente“.
