Il Ponte sullo Stretto continua ad essere attenzionato dai media a livello nazionale. Dopo l’approvazione del report Iropi, lo stesso è stato oggetto di un approfondimento del Sole 24 Ore. “Imperative Reasons of Overridding Public Interest, che tradotto significa che l’opera s’ha da fare anche se incide negativamente su tre siti ambientali”, si legge nella pagine del quotidiano. In aggiunta, alcune precisazioni di Pietro Ciucci, presidente della società Stretto di Messina: “La relazione Iropi è espressamente prevista dalla direttiva Ue. Non è un escamotage per bypassare il rispetto dell’ambiente. L’obiettivo è di realizzare l’opera senza eludere la responsabilità ambientale, che resta per noi prioritaria” ragione per cui “il rapporto tra i possibili impatti ambientali e le compensazioni che saranno messe in atto è di 1 fino in alcuni casi a 3, vuol dire che gli interventi avranno un effetto moltiplicatore a vantaggio dell’ambiente”.
Gestione della crisi in caso di emergenza
Nella relazione si parla anche di gestione delle crisi in casi di emergenza. “Grazie al Ponte, spiegano i tecnici, si potrebbero mobilitare più di 800 uomini facendo guadagnare più di 1 ora nelle operazioni di salvataggio ‘e ciò significherebbe poter disporre di almeno 800 ore/uomo in più, in anticipo, sullo scenario di crisi’. Nel caso di crolli per sisma o di diverse aree colpite per altri tipi di eventi si registra la necessità di attivare diffusi ‘cantieri’ di ricerca e salvataggio persone, per ognuno dei quali ordinariamente, senza il collegamento tra le due regioni, possono operare squadre dai 20 ai 40 uomini. ‘Quindi grazie all’utilizzo del Ponte sì avrebbe la possibilità, nella prima ora, di avviare dai 20 ai 40 siti operativi in più'”.
Secondo il documento “come alternativa al trasporto marittimo su lunghe distanze, il Ponte consentirebbe di sostituire il trasporto di aiuti nazionali su gomma, rendendo più efficienti le operazioni di soccorso e riducendo i tempi di intervento da giorni (2-4) a ore (6-12), migliorando la capacità di risposta agli eventi emergenziali”. E “in caso di terremoti importanti che dovessero colpire l’area dello Stretto, sia il ponte e che le infrastrutture di collegamento potranno essere immediatamente percorribili per i mezzi di emergenza e soccorso”.
L’impatto economico
Numeri da capogiro – così li definisce Il Sole 24 Ore nel suo approfondimento – emergono guardando i dati economici. “A fronte di un impegno di spesa previsto di 13,5 miliardi di euro, l’investimento genererà 23,1 miliardi di Pil, 22,1 miliardi di reddito per le famiglie, 10,3 miliardi di entrate fiscali e 36.700 occupati equivalenti. Tutto il territorio nazionale avrà ricadute positive in termini di impatti diretti derivante dalla spesa per investimenti, mentre gli effetti derivanti dalla variazione delle condizioni di produzione, saranno concentrati principalmente nell’area beneficiaria dell’opera”. Le stime parlano di effetti diretti in Calabria e Sicilia per 3,5 miliardi di euro di Pil regionale, mentre la Lombardia ed il Lazio otterranno, rispettivamente, 5,6 miliardi e 2,6 miliardi, in Emilia Romagna 2.
