Stop al calcio e, a cascata, a tutti gli altri sport. La Serie A non giocherà sabato 26 aprile, giorno dei funerali di papa Francesco. Le partire saranno rinviate con buona probabilità ai due giorni seguenti, domenica e lunedì, evitando di intasare ulteriormente un calendario già saturo. Il Coni ha invitato tutti gli altri sport a fare lo stesso. È già accaduto ieri, lunedì 21 aprile, giorno della morte del Santo Padre: una decisione improvvisa che ha causato parecchi problemi a tifosi e società di ogni livello e di diverse federazioni. “Segno di rispetto“, la motivazione ufficiale.
Ognuno interpreta il rispetto a proprio modo. Lorenzo Jovanotti, per esempio, ha scelto di non fermarsi. Confermate tutte le date previste a Roma da questa sera fino al 2 maggio. “Dedicheremo i nostri concerti romani con una delle parole che papa Francesco ha pronunciato più spesso: gioia. E li suoneremo e li realizzeremo con tutto il nostro slancio e la nostra passione di sempre“, ha scritto il cantante sui social rassicurando i fan in panico per la possibilità di perdere biglietti e concerti (tutti sold out).
Una grande lezione, quella di Jovanotti, che ha deciso di suonare anche nel momento più triste, lanciando un messaggio forte, regalando gioia anche a chi oggi sta soffrendo. Soprattutto, dimostrando che la vita di un Paese (laico) intero può andare avanti anche nel lutto della morte del Papa. Un concetto che i principali organi sportivi sembrano non comprendere.
