E’ iniziato tutto quasi per gioco. Anzi, senza quasi. In un momento delicato, forse nel momento peggiore, un’idea – buttata lì – diventata però concreta nel giro di qualche settimana. Il riferimento è al progetto del Comitato Promotore della Società Cooperativa Calcistica Messina, nei giorni scorsi uscito allo scoperto con un comunicato. Prima per annunciare le linee guida dell’iniziativa, poi per lanciare la data della conferenza stampa, che si è tenuta questa mattina presso il Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca a Messina.
Il progetto ha l’obiettivo di coinvolgere tutta la comunità, più persone possibili. Professionisti, tifosi o semplici appassionati che – attraverso le loro quote – potranno contribuire a sostenere il club, a prescindere dall’esito del prossimo futuro. La situazione è nota, negli ultimi giorni, con la procura di Alaimo a Basile senza alcuna validità, l’ira del sindaco, quella di mister Banchieri, una situazione di classifica sempre più complessa. Ad oggi manca ancora l’apertura alla cessione, dunque, motivo che ha portato anche l’imprenditore Francesco Borgosano a tirarsi fuori. E se il tempo stringe, se la questione rimane intricata, questo progetto ha l’obiettivo di “entrare a gamba tesa” nel futuro della squadra della città.
Anche perché l’iniziativa nasce da Messina, da un gruppo di tifosi e professionisti messinesi. Loro, senza dubbio, più di ogni altro hanno a cuore le sorti di un simbolo che negli ultimi tempi è stato troppe volte calpestato, con la complicità di Sciotto, della politica, di parte di stampa, di tifosi accomodanti. Il Comitato ha lo scopo di strutturarsi come una sorta di azionariato popolare, con un piano in più punti che metterebbe al centro del progetto proprio i “tifosi-soci”, i quali trarrebbero vantaggi dall’ingresso in società proprio in base all’acquisto delle quote. Sarà presente una quota minima, accessibile a chiunque, perché chiunque ha il diritto di partecipare. I vantaggi riguardano sconti su merchandising, biglietti e abbonamenti, con l’obiettivo di creare un capitale importante utile a sostenere il club. Ovviamente, più sono i soci, più è alto il capitale, più ambiziosi sono gli obiettivi. Sfruttando, è scontato, le infrastrutture, gli impianti, la creazione di un museo, di uno Store ufficiale, la crescita del settore giovanile, la progettualità, la sostenibilità.
Le parole del creatore della Cooperativa Antonino Indaimo
“Da quello che so io, la società dovrà ripartire da due categorie più giù, quindi dall’Eccellenza. Purtroppo la società andrà verso il fallimento però in un qualche modo il Messina andrà avanti”, ha detto Antonino Indaimo, medico di professione ma grande tifoso del Messina che ha ideato questa iniziativa: “dall’8 marzo, da quando ho lanciato l’iniziativa, non sapete quante richieste e messaggi ho ricevuto da tifosi e appassionati. E così, con il coinvolgimento di altri presenti al tavolo, abbiamo deciso di presentare il progetto”.
“Chi mette 25 euro ha gli stessi diritti di chi ne mette 10 mila. Una persona vale un voto. Così funzionano le Cooperative. Guardiamo al Barcellona. Sono molti più i vantaggi che gli svantaggi. La grande sfida è chiedersi: una cooperativa riuscirà a sostenersi nelle grandi categorie? Beh, il futuro è tutto da scrivere. Saremmo la piazza più grande in Italia a fare una cosa del genere. Quindi, se il progetto dovesse andare avanti con successo, potrebbe essere replicata da altri. E’ ovvio che in Serie C servono costi maggiori, forse anche con un supporto importante, mentre nei campionati dilettantistici la cooperativa potrebbe andare avanti da sola”.
Nel corso della lunga conferenza stampa hanno parlato anche Andrea Trimarchi, che si è soffermato sugli aspetti legali e tecnici legati allo statuto e alle normative della cooperativa; Tina Gullo e Giovanni Giorgianni, commercialisti con specializzazione in ambito cooperative che hanno parlato della sostenibilità economica; Daniele D’Anieri e Alessandro Certo, esperti di marketing e comunicazione, nonché Rodolfo Savica e Vittorio Torino, in video-collegamento. Successivamente, i presenti al tavolo hanno risposto alle domande dei giornalisti.
