La morte di Papa Francesco, arrivata in un momento in cui il Pontefice sembrava aver superato la fase più critica dei problemi di salute che lo hanno colpito in maniera grave nelle scorse settimane, ha sorpreso un po’ tutti. Una notizie che ha reso più triste il giorno di Pasquetta di tantissimi fedeli nel mondo. Comunque, anche chi credente non è, ha spesso condiviso le parole di Bergoglio ed i moniti sulla pace, fratellanza, unità. Senza voler essere blasfemi o suscitare sentimenti negativi dei religiosi, una riflessione consentiteci di poterla fare. Ma che senso ha rinviare alcune eventi e fare svolgere tutti gli altri senza problemi? Il lutto nazionale proclamato dal Governo (5 giorni, forse troppi? Nelle altre nazioni nessuno è arrivato a questa cifra) lascia comunque libertà di manovra per quanto riguarda le varie iniziative.
La situazione a Reggio e Messina
A Reggio Calabria, ad esempio, il sindaco Giuseppe Falcomatà, in una nota ha rinviato la cerimonia ufficiale di conferimento del San Giorgio d’Oro, inizialmente prevista per il 23 aprile (rinviata al prossimo 24 maggio), ma ha confermato, giustamente, le celebrazioni previste per la ricorrenza nazionale del 25 Aprile, Festa della Liberazione. In riva allo Stretto, quindi, si terrà la tradizionale cerimonia alla Stele del Partigiano all’interno della Villa Comunale Giardini Umberto I. Confermata anche la Corrireggio, lo Street food sul Lungomare e la processione di San Giorgio il sabato pomeriggio. Insomma, a rimetterci solo il San Giorgio d’Oro.
A Messina la situazione è simile, anche se è giusto dire che il sindaco Federico Basile non ha dato nessuna comunicazione. Qui, l’appuntamento per il 25 aprile alla galleria Santa Marta per la “Pedalata Resistente”, organizzata dalla Uisp e dalla Fiab Messina ciclabile, è confermata. Al termine della celebrazione istituzionale, sarà deposta una corona d’alloro e l’Anpi ha predisposto letture collettive di poesie e brani di letteratura sulla Resistenza, intercalati dalle biografie di partigiani messinesi, di antifascisti e di vittime della violenza della guerra nazifascista. Mentre, l’unico rinvio, in segno di rispetto per la morte del Papa, è il concerto previsto per il pomeriggio del 25 aprile che si terrà il 1° maggio.
Che senso ha?
Ma che senso ha rinviare gli eventi? Tra l’altro con il 95% di programmati che si svolgono? Assolutamente nessuno. Forse il Santo Padre avrebbe voluto maggior ascolto e rispetto in vita piuttosto che spostare in altra data un paio di eventi. Oltretutto, in giro per l’Europa non si registrano rinvii o particolari restrizioni. Insomma, senza polemica, massimo rispetto per il Pontefice, ma l’Italia, sino a prova contraria, è uno stato laico.
