Locri-Reggina non è ancora finita. Si è giocata giovedì scorso ma se ne continua a parlare, per gli strascichi conseguenti. Non sono mancate le polemiche per i battibecchi tra tifoserie, che hanno tirato in ballo il Catanzaro, ma anche in campo non si è affatto “scherzato”. Agli onori della cronaca, infatti, è balzato l’episodio dello sputo del giocatore Aquino nei confronti di Capomaggio. Il gesto ha suscitato clamore mediatico e oggi, dopo diversi giorni, il calciatore del Locri ha voluto scusarsi, fornendo anche la sua versione dei fatti: condannando il suo gesto, ha anche ammesso di aver ricevuto un pugno, che però nessuno avrebbe messo in risalto.
Le scuse
“Con il cuore pesante e lo sguardo rivolto a tutti coloro che amano questo sport, sento il dovere – umano prima ancora che sportivo – di chiedere pubblicamente scusa per quanto accaduto durante la gara tra A.C. Locri 1909 e Reggina 1914“, dice Aquino. “Il gesto dello sputo rivolto a Thiago Capomaggio è vile, deprecabile e non trova alcuna giustificazione. Non appartiene né ai miei valori di uomo né a quelli del calciatore che sono sempre stato e cerco quotidianamente di essere. Lo condanno fermamente, prima di tutto io stesso, perché so bene che non si può e non si deve rispondere ad alcuna provocazione o scorrettezza con un simile comportamento”, continua.
“Tuttavia, ritengo doveroso offrire un chiarimento: quel gesto – ripeto, ingiustificabile – è stato la reazione sbagliata a un episodio di gioco altrettanto grave ma colpevolmente ignorato nel racconto mediatico dei fatti. Poco prima, infatti, avevo ricevuto un pugno nello stomaco da parte dello stesso Capomaggio, che mi ha fatto cadere a terra. Un episodio che nessuno ha evidenziato, ma che non può e non deve essere omesso se si vuole comprendere il contesto, senza per questo mai voler giustificare quanto accaduto. Subito dopo la gara ho incontrato i vertici della Reggina 1914, a cui ho voluto porgere le mie scuse dirette e sincere, mosso dal profondo dispiacere per l’accaduto. So riconoscere quando sbaglio e sento la responsabilità delle mie azioni, specie perché porto la fascia da capitano e rappresento non solo la mia squadra, ma anche i valori del nostro sport”, si legge ancora.
Le accuse alla stampa: “clima di odio e violenza verbale”
“Ciò che però non posso accettare, e che voglio denunciare con fermezza, è il clima di odio e violenza verbale che si è scatenato nei giorni successivi. Ancora più inaccettabile è che tali violenze siano state alimentate da chi dovrebbe invece essere guida, voce pacata e professionale dell’informazione. Alcuni “giornalisti-giornalai” si sono resi protagonisti di una vera e propria caccia all’uomo, più interessati a cavalcare l’onda dell’odio che a trasmettere i valori autentici di sportività, rispetto e verità. L’A.C. Locri 1909 e la mia famiglia non devono essere trascinati in questa centrifuga mediatica. La società che rappresento, così come le persone che mi sono accanto, nulla hanno a che fare con il mio errore personale, di cui mi assumo ogni responsabilità”.
“Nel corso degli anni, compagni e avversari hanno imparato a conoscermi: la mia grinta in campo è nota, ma lo sono anche la mia correttezza, lealtà e il rispetto verso chi indossa una maglia diversa dalla mia. Valori che continuerò a difendere, con ancora più forza dopo questo episodio che mi ha colpito e fatto riflettere profondamente. Rinnovo le mie scuse alla Reggina 1914, a tutti i tifosi, agli amanti del calcio pulito e soprattutto a chi ha creduto e crede ancora nell’uomo e nel calciatore che sono: Davide Aquino”, si chiude la nota.
