Si è svolto mercoledì 2 aprile il primo appuntamento avente come tema “1945-2025: 80° anniversario fine della seconda guerra mondiale” organizzato dal Circolo Culturale “L’Agorà”. Nel 2025 si celebrano alcune significative ricorrenze tra le quali gli 80 anni della fine del secondo conflitto mondiale e quelli relativi alla Liberazione dell’Italia. La fine della seconda guerra mondiale in Europa si ebbe con la resa della Germania nazista dopo le battaglie finali del teatro europeo della seconda guerra mondiale che ebbero luogo tra la fine di aprile e l’inizio di maggio del 1945.
Il 2 settembre dello stesso anno il governo dell’Impero giapponese, dopo i bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki da parte degli Stati Uniti, riconosce ufficialmente la propria disfatta e firma sulla corazzata americana “Missouri” la propria capitolazione. Finisce così la seconda guerra mondiale. La giornata di studi, organizzata dal Circolo Culturale “L’Agorà” è stata aperta dal professor Alberto Cafarelli, ex ufficiale di artiglieria e presidente provinciale dell’Istituto del Nastro Azzurro di Reggio Calabria, che ha trattato il tema “Il tramonto di Casa Savoia”.
I Savoia hanno regnato in Italia dall’anno dell’unificazione, il 1861, fino al referendum che abolì la monarchia nel 1946. Il primo re d’Italia fu Vittorio Emanuele II, a cui succedette Umberto I fino al 1900. Il sovrano storicamente più importante fu il figlio di quest’ultimo, Vittorio Emanuele III, che regnò nel periodo delle due guerre mondiali e fu accusato di aver favorito l’ascesa di Mussolini e del fascismo in Italia. Nel 1943 il sovrano prese le distanze da Mussolini, sostituendolo alla guida del Paese con il maresciallo Pietro Badoglio, ma poi abbandonò la Capitale nelle mani dei tedeschi il giorno l’annuncio dell’armistizio e, trasferendosi a Brindisi, tentò, secondo una linea di pensiero, di “salvare e garantire” la continuità dello Stato. I fatti si svolsero in modo diverso e l’Italia venne occupata militarmente dalle forze armate tedesche.
Dopo la fine della seconda guerra mondiale, il sovrano Vittorio Emanuele III abdicò, a favore del figlio Umberto II che regnò per un solo mese, quello di maggio del 1946 (da qui il soprannome “il re di maggio”). L’ex regnante si ritirò ad Alessandria d’Egitto, dove morì il 28 dicembre 1947. Ha fatto seguito l’intervento del Vice presidente del sodalizio culturale reggino che ha trattato il tema “La vita quotidiana del dopo guerra”.
L’Italia uscì dalla guerra stremata e piena di rovine: nelle grandi città era tutto da ricostruire e le vie di comunicazione erano danneggiate. Dalla fine della guerra l’Italia fu colpita da una pesante inflazione i prezzi aumentarono di venti volte e la svalutazione della lira rendeva quasi impossibile la ripresa. Con la liberazione definitiva dal nazifascismo, avvenuta il 25 aprile 1945 dopo l’avanzata degli Alleati oltre la linea gotica e l’insurrezione generale lanciata dai Comitati di liberazione nazionale (Cln), l’Italia si ritrovò di nuovo unificata, ma usciva lacerata dalla guerra in una situazione di grande incertezza politica e di grave dissesto economico. Nel secondo dopoguerra le novità della scienza e della tecnica trovarono rapida applicazione in oggetti di uso quotidiano e trasformarono progressivamente la vita e le abitudini delle persone.
Il 21 giugno 1945 si formò un governo di unità nazionale guidato da Ferruccio Parri (uno dei maggiori protagonisti della Resistenza) cui aderirono tutti i principali partiti antifascisti: Partito comunista italiano (PCI), Partito socialista di unità proletaria (PSIUP), Democrazia cristiana (DC), Partito d’Azione, (PdA), Partito Liberale Italiano (PLI) e Partito Democratico del Lavoro (PDL). Il governo Parri ebbe tuttavia breve durata: il piano di epurazione, teso a colpire i funzionari statali e gli esponenti del potere economico maggiormente compromessi con il fascismo, assieme ai provvedimenti che aumentavano le tasse per le grandi imprese provocarono la reazione dei moderati. Nel novembre 1945 il partito liberale ritirò la propria fiducia e il governo cadde pochi giorni dopo.
Inizia così, il 10 dicembre 1945, data del suo primo ministero, l’ascesa di Alcide De Gasperi, protagonista indiscusso della politica italiana sino al 1953. L’Italia del secondo dopoguerra, visse una forte esigenza di cambiamento. La dimostrazione più chiara di tale esigenza sta forse nell’incidenza del Neorealismo, un movimento culturale che spinge scrittori, registi, intellettuali ad esprimere apertamente il proprio impegno e a non trascurare la dimensione politica dell’arte. Tra gli scrittori che si possono annoverare in questo movimento, seppure con sfumature diverse e soltanto in alcuni momenti della loro produzione, ricordiamo Alberto Moravia, Corrado Alvaro, Carlo Bernari, Ignazio Silone, Cesare Pavese, Vasco Pratolini, Beppe Fenoglio, Elio Vittorini.
Ma la stagione del Neorealismo si riflette soprattutto nella cinematografia (in particolare nel periodo che va dal 1945 al 1949) con personalità di grande rilievo come Luchino Visconti, Roberto Rossellini e Vittorio De Sica. Questi autori si preoccupano di rappresentare scene di vita quotidiana, affrontando spesso i temi della povertà e della disoccupazione. Al centro della loro narrazione vi è la guerra con le sue distruzioni, la difficile lotta per la sopravvivenza, l’attenzione ai personaggi della strada. Alla fine della seconda guerra mondiale vi fu il ritorno dei giornali e di altri mezzi d’informazione che erano stati soppressi nel periodo precedente, ma anche quello dei partiti e delle sigle sindacali. I partiti crearono delle proprie strutture associative sportive come elemento di aggregazione, in grado di consolidare il consenso dei giovani attorno alle organizzazioni politiche – La DC creò la “Libertas” , mentre il PSI ed il PCI crearono l’UISP (Unione Italiana Sport per Tutti) , il MSI il gruppo sportivo “Fiamma”.
I miti dello sport italiano di quel periodo – continua Antonino Megali, erano per il ciclismo Fausto Coppi e Gino Bartali, per l’automobilismo Alberto Ascari. Nell’Italia del Dopoguerra venne istituzionalizzato il concorso pronostici sui risultati delle partite di calcio, conosciuto come SISAL (successivamente assunse la denominazione di “Totocalcio”), progetto ideato dal giornalista Massimo Della Pergola. La prima apparizione è datata 5 maggio del 1946, con un costo della giocata di 30 lire, uscì la prima schedina che fece registrare un montepremi di 463.146 lire.
Quella stessa Italia comprese che le brutture della guerra potevano essere superate solo se si coltivava il senso del Bello: nacque cosi nel 1946 il concorso di Miss Italia e l’anno seguente venne inaugurato il Premio Strega con le eccellenze letterarie del Belpaese. Una combinazione tra impegno ed evasione testimoniata dalla contemporanea esplosione delle sale da ballo e dalla crescita esponenziale dei quotidiani, il cui numero quasi raddoppiò rispetto al decennio precedente.
Il primo appuntamento si è concluso con il reportage “In ricordo dei cinque calabresi vittime delle Fosse Ardeatine”. Queste alcune delle cifre che sono state oggetto di analisi, nel corso della prima giornata di studi organizzata dal Circolo Culturale “L’Agorà”. La conversazione, organizzata dal sodalizio culturale reggino, sarà disponibile, sulle varie piattaforme Social Network presenti nella rete, a far data da mercoledì 2 aprile.
