Il Ponte sullo Stretto e il complotto che ci sta dietro

Il complotto svelato dietro il progetto del Ponte

Di Kirieleyson. Mai nella storia, come nel caso del Ponte sullo Stretto, si è assistito a una presenza così rumorosa di forze contrarie alla realizzazione di una grande opera pubblica. Infatti non risulta, per lo meno dalle cronache del mondo civilizzato ed in occasione della realizzazione di autostrade, linee ferroviarie, porti, tutte infrastrutture che hanno cambiato il territorio in modo significativo, che qualcuno sia mai sceso in piazza contro quelle opere.

Anzi, andando a leggere un po’ di storia, antica e recente, la realizzazione di ogni infrastruttura viaria è stata sempre vista favorevolmente dalla gente comune, vedendola comprensibilmente come uno strumento di sviluppo e che le avrebbe permesso di vivere un po’ meglio o, quanto meno, che le avrebbe consentito di spostarsi da un posto all’altro più velocemente e più comodamente.

Ma allora perché questa resistenza collettiva, straordinariamente insolita, che spinge certe persone a opporsi con veemenza e determinazione proprio al Ponte?

Vediamo di analizzare le varie tematiche sul tavolo e cerchiamo di comprendere meglio le ragioni del no al Ponte, in genere elaborate e diffuse da un gruppo di persone sagge e preparate e per questo motivo da considerare con la dovuta attenzione, evidenziando le verità artatamente taciute invece dai ”pontisti”.

Un ponte così non è mai stato fatto

Un’opera come quella prevista per il Ponte sullo Stretto non è mai stata fatta in precedenza; è quindi temeraria e per questo motivo non si può fareCome dare torto a chi lo afferma?

Al riguardo, basta ricordare gli innumerevoli ponti costruiti dagli antichi Romani in Italia, Spagna, Germania, Siria, Turchia ecc. ecc. dove nessuno li aveva fatti prima e pervenuti fino ai giorni nostri solo grazie a provvidenziali lavori di manutenzione straordinaria resesi necessarie  già ad appena 8 secoli dallo loro realizzazione, a testimonianza di quanto temerarie fossero quelle opere.

Perché rischiare ancora?  D’altra parte allora esistevano le barche ed oggi dei comodi traghetti.

Ma i pontisti, insistendo sulle loro posizioni, rilanciano: e allora, dato che nessuno era mai andato sulla Luna, forse non si doveva realizzare la missione Apollo, che ha portato gli uomini sul nostro satellite? 

Ma che c’entra la Luna con il Ponte? Ribadiscono giustamente i saggi: volete paragonare l’impresa impossibile di fare il Ponte con una semplice passeggiata sul suolo lunare?

Il Ponte non può tenere

Un aspetto molto interessante dal punto di vista sociologico  è il fatto che mai, come nel caso del Ponte, tanta gente che nella propria vita non aveva mai voluto saperne di coseni, esponenziali e gravità, si scopra una improvvisa competenza in fatto di scienza e tecnologia, lanciandosi con ammirevole passione in complessi discorsi sulla sismicità del territorio, sui venti, sulle vibrazioni, sui fondali marini, per giungere infine alla conclusione che il ponte non può tenere.
Come si fa a dar loro torto?

Non è da sottovalutare infatti il fatto che ingegneri e altri specialisti, nel fare i loro calcoli si affidino ciecamente a discutibili discipline piuttosto che alle sentenze inappellabili postate su Facebook.

Il Ponte è uno spreco di soldi pubblici

Il Ponte è uno spreco di soldi pubblici.

In effetti il Ponte costerebbe una cifra considerevole, quasi quanto una legge finanziaria annuale.

Come dar torto a chi saggiamente fa ciò presente?

E’ infatti noto a tutti come i soldi spesi per le opere pubbliche siano solo uno spreco.

Infatti, nei paesi che hanno fondato il proprio sviluppo sulla costruzione di infrastrutture, la gente poi è morta di fame. Ne è un esempio la Cina che, avendo basato (dopo la morte di Mao) il proprio sviluppo essenzialmente sulla costruzione di grandi infrastrutture ed opere pubbliche, oggi è ben più povera di quanto non lo fosse ai tempi del Grande Timoniere, quando i Cinesi campavano invece tranquillamente di slogan e di riso (una volta la settimana).

Per non parlare poi del disastro dell’Italia degli anni 60 e 70, due decenni di opere pubbliche imponenti che hanno cambiato il nostro Paese, tanto che la gente è sopravvissuta per miracolo (non per niente si parlò appunto di miracolo italiano).

In ogni caso non possiamo non evidenziare la encomiabile  coerenza di coloro che oggi si battono giustamente e meritoriamente contro lo spreco di soldi pubblici. Non si può infatti non ricordare coloro che, appena qualche anno,  con la stessa fermezza di oggi nel contrastare il Ponte,  denunciavano lo spreco di denaro pubblico causate da leggi, come quella sul 110% (che fece aumentare del 300% i prezzi delle opere edili) o quella sul reddito di cittadinanza (che, oltre dare un sostegno a chi ne aveva veramente aveva bisogno, distribuiva allegramente  soldi a tanti aspiranti nulla facenti).

La costruzione del Ponte: e se fosse invece solo un complotto?

Il Ponte è un complotto dei Poteri Forti, per fare un favore ai costruttori, alle mafie e ad altre lobby!”

E’ questa la chiave di lettura del progetto del Ponte. E adesso lo dimostreremo.

Se il Ponte venisse costruito, parecchi ci guadagnerebbero sopra.

Tanto per fare qualche esempio, ci guadagnerebbero progettisti, costruttori edili, produttori d’acciaio e di cemento, tecnici, operai, trasportatori, elettricisti, commercialisti, avvocati, consulenti del lavoro e tanti altri ancora; persino lo Stato lucrerebbe sul Ponte, grazie all’IVA delle forniture e financo l’INPS, sui contributi previdenziali obbligatori che verrebbero versati dalle varie ditte che parteciperanno alla costruzione del Ponte.

Per non parlare poi del Gestore del Ponte, che si farebbe poi ricco con i pedaggi.

Senza tralasciare infine gli albergatori, i ristoratori, i gelatai, i baristi, i commercianti, i venditori ambulanti, i tassisti, tutta gente che incrementerebbe a dismisura i propri ricavi grazie ai turisti venuti da tutto il mondo per ammirare l’opera.

Per non parlare infine di Ryanair che, grazie al Ponte, raddoppierebbe sicuramene i voli su Reggio Calabria, con conseguente raddoppio dei propri guadagni.

Sarebbe giusto tutti ciò? Evidentemente no. Stiamo bene come siamo.