Harvard tra “barzelletta” e politica: perchè la prestigiosa università è nel mirino di Trump

L'Università di Harvard è finita nel mirino di Trump: il motivo tra politica, congelamento dei finanziamenti ed esenzioni dalle tasse

Harvard è una “barzelletta, che insegna odio e stupidità, e non dovrebbe più ricevere fondi federali“. Con queste parole Donald Trump, attraverso il social “Truth”, ha apostrofato la prestigiosa università dopo aver congelato 2.2 miliardi di finanziamenti destinati all’ateneo. “Non può più essere considerata un posto dignitoso per imparare e no deve essere più inserita nella lista delle migliori università o college del mondo“. L’amministrazione del presidente statunitense Donald Trump ha minacciato di vietare all’Università di Harvard di ammettere studenti stranieri se non accetterà di sottoporsi a controlli sulle ammissioni, sulle assunzioni e sull’orientamento politico.

Se Harvard non riuscirà a dimostrare il pieno rispetto dei suoi obblighi di segnalazione, l’università perderà il privilegio di iscrivere studenti stranieri“, ha scritto in una nota il Dipartimento per la sicurezza interna degli Stati Uniti. Harvard ha risposto di non voler perdere la propria libertà accademica ma Trump ha minacciato di voler abolire le esenzioni fiscali di cui gode l’Università.

Il presidente ha chiesto all’Irs, il Fisco americano, di revocare il ‘tax-exempt status’ per Harvard di cui godono associazioni benefiche, religiose e educative alle quali la legge vieta di impegnarsi in alcune attività politiche.

E questo impegno l’ateneo l’avrebbe violato, è il ragionamento che Trump ha illustrato in uno dei tanti post con cui ha attaccato la prestigiosa università dell’Ivy League, affermando che deve “essere tassata come un’entità politica, se continua a sostenere posizioni nauseanti politiche, ideologiche, a sostegno dei terroristi“.

L’Irs dovrebbe amministrare le leggi fiscali in modo imparziale, non usarle per vendette politiche contro le organizzazioni che godono delle esenzioni“, afferma Steve Rosenthal, del think tank Tax Policy Center. Dalla Casa Bianca si replica che “ogni futura azione dell’Irs sarà condotta in modo indipendente dal presidente e inchieste su ogni violazione da parte delle istituzioni sulle esenzioni erano state inviate prima del post del presidente“, secondo quanto dichiarato dal portavoce Harrison Field.