Frascineto è un delizioso borgo del Pollino, di origine albanese. Situato a 486 metri s.l.m., alle falde del Monte Manfriana, è oggi una vivace testimonianza culturale dei riti e degli usi degli antenati che qui giunsero dall’Albania nel corso del XV secolo per sfuggire all’invasione ottomana delle proprie terre natie.
Perché Frascineto si chiama così
Secondo quanto affermano le ricostruzioni compiute dallo storico Giuseppe Russo, Frascineto in origine era un antico casale di Castrovillari, situato presso l’attuale chiesa della Madonna della Pietà.
Stando alle ricostruzioni dello studioso De Rubeis, il nome di Frascineto era già in uso nel 1264, come dimostra una pergamena di Castrovillari del 1374, dove si citava un sito sul territorio de Fraxineto, donato alla Madonna del Castello.
La denominazione sembra che possa derivare dalla presenza, in passato, di boschi di frassino (in latino, fraxinus).
La storia di Frascineto
I primi insediamenti umani sul territorio di Frascineto sono riconducibili alle ceramiche rinvenute nella Grotta del Pozzo, risalenti al tardo neolitico o all’eneolitico.
Sul territorio si svilupparono in origine due abitati: Casale Novo e Casal San Pietro. Verso la fine del XV Secolo, gli abitanti furono ripopolati da una colonia di esuli albanesi, qui accolti dall’abate del monastero di San Pietro, a cui vennero assegnati i terreni dell’abbazia.
Nel 1552, poi, i due originali casali si fusero usando l’attuale nome di Frascineto, dipendenti sotto la giurisdizione di Cassano, inizialmente, e di Castrovillari, poi.
Cosa vedere a Frascineto
Sono molti i luoghi di interesse che è possibile ammirare a Frascineto, a cominciare dalla Chiesa di Santa Maria Assunta, matrice di Frascineto. L’edificio religioso presenta una pianta a croce, con un’unica navata in stile barocco e una cupola grande, con campanile. La struttura nel corso degli anni ha subito diversi interventi: si ricordano in particolar modo quelli per l’adeguamento al rito greco-bizantino degli anni ’40 dello scorso secolo.
Tra gli altri edifici di natura religiosa più celebri a Frascineto, citiamo anche la Cappella di Santa Lucia, struttura del XVI secolo, situata nel centro storico del paese: edificio in stile barocco, a croce latina con navata unica, fu rimaneggiato agli inizi degli anni ’70 una prima volta, e negli anni ’90 una seconda volta. Ancora, la Chiesa di San Pietro, un edificio di culto risalente al X secolo, retto dai monaci basiliani fino al XVIII secolo: la struttura è in tipico stile bizantino, realizzata a tre navate, con orientamento a occidente, invece che a oriente. Situata adiacente al cimitero di Frascineto, la struttura è attualmente chiusa al culto.
Di grande fascino è anche l’Eremo della Madonna di Lassù, una struttura incavata nella roccia della montagna, che si erge sul lato nord di Frascineto: dedicata alla Madonna delle Armi o degli Aramei, nella seconda domenica successiva alla Pasqua i fedeli di Frascineto e quelli di Ejanina si recano qui per spirito votivo.
Tra gli altri edifici che meritano una visita in città, segnaliamo poi il Museo delle Icone e delle Tradizioni Bizantine: esposizione permanente dell’arte iconografica e della cultura bizantina, è suddiviso in tre ambienti. Il primo di questi presenta un carattere propedeutico e didascalico, che introduce al mondo bizantino. Il secondo presenta invece le icone, alcune delle quali molto rare. Il terzo presenta invece delle icone in bronzo, in smalto, degli arredi sacri e dei paramenti liturgici di foggia greca e russa. Sono qui esposti anche dei rari libri liturgici.
Altro museo di rilievo è il Museo del Costume Albanese, una raccolta di bambole vestite con i costumi tradizionali di tutte le comunità di origine albanese presenti sul territorio italiano.
Il tesoro della Grotta della Manfriana
Tra le storie più interessanti e misteriose della zona, non possiamo non ricordare quella della Grotta della Manfriana: secondo la leggenda, nella grotta sul monte che sovrasta Frascineto si troverebbe un tesoro nascosto, custodito da un enorme serpente.
Sempre secondo la leggenda, avrebbe mai potuto recuperare il tesoro nascosto alla fine di una delle diramazioni della grotta fino a quando il serpente non fosse imprigionato in una bottiglia: un’operazione che si sarebbe potuta fare solo in completo silenzio.
Un giorno alcuni uomini di Frascineto vollero cimentarsi nell’impresa e eseguirono il procedimento correttamente. Quando mancava poco per imprigionare il serpente, però, un uomo esclamò “come fa un serpente così grande a entrare in una bottiglia così piccola?”. A quel punto, una forte esplosione scaraventò gli uomini fuori dalla grotta.
