La Domenica delle Palme a Bova: tra fede, tradizione e le spettacolari “Pupazze” | FOTO

Nel borgo grecanico dell’Aspromonte, una tradizione secolare unisce fede e cultura contadina con spettacolari figure di ulivo e palma: le iconiche Pupazze

Foto di Graziano Tomarchio
Foto di Graziano Tomarchio
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Nel cuore dell’Aspromonte grecanico, il borgo di Bova (in provincia di Reggio Calabria), uno dei più belli d’Italia, celebra ogni anno la Domenica delle Palme con una tradizione antica e affascinante: la realizzazione delle “Pupazze“, figure femminili intrecciate con foglie di palma e ulivo, cariche di simbolismo e storia. A corredo dell’articolo le immagini foto e video di Graziano Tomarchio per StrettoWeb.

Le “Pupazze”: figure sacre e contadine

Le Pupazze sono alte strutture antropomorfe, alte anche più di due metri, fatte completamente di intrecci di rami di ulivo e foglie di palma. Hanno forma femminile e vengono decorate con fiori, agrumi, dolciumi e nastri colorati. Ogni famiglia o gruppo realizza la propria Pupazza con orgoglio, seguendo tecniche tramandate di generazione in generazione.

Nonostante la loro apparenza festosa e allegorica, le Pupazze racchiudono un forte significato religioso e simbolico. La figura femminile rappresenta la Madonna, ma porta con sé anche richiami alla fertilità della terra, alla primavera che rinasce e all’antico legame tra sacro e rurale.

La processione e il rito

Il giorno della Domenica delle Palme, le Pupazze vengono portate in processione tra le vie del paese. È un momento solenne e al tempo stesso gioioso, in cui la comunità si raccoglie in un corteo colorato e suggestivo, guidato dai fedeli e accompagnato da canti in grecanico e preghiere.

La processione si conclude con la benedizione delle palme e degli ulivi, in un’atmosfera di festa e raccoglimento. Le Pupazze vengono poi esposte o lasciate nelle case, come simbolo di protezione e buon auspicio.

Un patrimonio vivo

Quella della Pupazza è una tradizione viva e partecipata, che unisce la comunità bovese e attira ogni anno visitatori, turisti e curiosi da tutta Italia e dall’estero. È un esempio raro di come il patrimonio immateriale — fatto di saperi, gesti e riti — possa resistere nel tempo, evolversi e continuare a emozionare.

Bova, con le sue radici grecaniche, è custode di un’eredità culturale che va ben oltre la religione: celebra l’identità di un popolo, il legame con la natura e il valore della memoria collettiva.

Bova: le immagini delle tradizionali "Pupazze" della Domenica delle Palme