Dazi, Trump: “i Paesi mi leccano il cu** per un accordo”. Pronte tariffe sui farmaci

Donald Trump torna a commentare l'introduzione dei dazi e spiega come i Paesi colpiti siano desiderosi di trovare un accordo

Questi Paesi mi chiamano, stanno morendo per fare un accordo“. È quanto dichiarato da Donald Trump durante la cena del comitato nazionale dei repubblicani, poche ore prima dell’entrata in vigore dei dazi. “La prego signore, facciamo un accordo, farò qualsiasi cosa“, ha detto ancora, riferendo in questi termini i messaggi che gli stanno arrivando e usando un linguaggio volgare, “they kissing my a**“, “mi leccano il cu**“, per descrivere il modo in cui i Paesi lo stanno approcciando.

Nel suo discorso, Trump ha voluto mandare un chiaro messaggio anche ai repubblicani che in questi giorni hanno espresso timori per la ricaduta economica e politica delle sue azioni. “Vinceremo le elezioni di midterm e avremo un’enorme vittoria a valanga, ne sono certo“, ha affermato, puntando poi il dito contro il piccolo gruppo di repubblicani al Senato e alla Camera che sostengono un’iniziativa bipartisan per una legge che permetterebbe al Congresso di far scadere dopo 40 giorni i dazi.

Vedo alcuni repubblicani ribelli, dei tizi che vogliono mettersi in mostra e dicono ‘crediamo che il Congresso debba fare i negoziati’, ma lasciatemi dire voi non negoziate come negozio io“, ha continuato il presidente.

Dazi sui farmaci

Trump ha dichiarato anche l’introduzione di nuove “importanti tariffe sulle importazioni farmaceutiche“. Secondo il “New York Times”, nell’intervento la notte scorsa alla cena di gala del comitato nazionale repubblicano, il presidente americano ha rivendicato di “sapere quel che diavolo sto facendo“, sostenendo che con i dati adottati gli Stati Uniti potranno incassare fino a due miliardi di dollari al giorno.