In ossequio al lutto nazionale per la scomparsa di Papa Francesco, il Teatro Massimo Bellini comunica che il Turno A del concerto “I colori del virtuosismo francese” – inizialmente previsto per sabato 26 aprile – è posticipato a lunedì 28 aprile, sempre alle 20:30. Si evita così la coincidenza con la data del rito funebre, previsto appunto per il 26. Confermata invece la data di domenica 27 aprile alle 17:30 per il Turno B. E invariato rimane il programma sinfonico che rende omaggio a tre grandi compositori d’oltralpe di assoluto riferimento, da Ernest Chausson a Georges Bizet fino a Maurice Ravel.
Come sottolinea il Sovrintendente Giovanni Cultrera di Montesano: “Il Teatro Massimo Bellini si associa con partecipe adesione al cordoglio planetario per la scomparsa di Papa Francesco, figura di riferimento per tutti gli uomini di buona volontà, che ha saputo promuovere un aperto dialogo interculturale, agendo con fermezza quale coraggioso paladino della fratellanza e della convivenza pacifica fra i popoli. Valori universali su cui il Bellini è impegnato a modellare la propria missione di ente pubblico e culturale, in una ricerca e offerta di contenuti che è parimenti artistica ed etica, mirata ad esaltare gli ideali che nobilitano il consesso umano, primo fra tutti proprio quello della Pace, che abbiamo eletto a tema conduttore e concept della programmazione“.
Come anticipato, il concerto sinfonico in programma propone un raffinato itinerario musicale nel cuore della produzione francese a cavallo tra Ottocento e Novecento. In primo piano l’Orchestra del Teatro Massimo Bellini e due artisti ospiti di rilevanza internazionale, il direttore d’orchestra lettone Mārtiņš Ozoliņš e il virtuoso Salvatore Greco, violino solista.
La serata si apre con la celebre “Pavane pour une infante défunte” di Maurice Ravel, composta nel 1899 per pianoforte e successivamente orchestrata nel 1910. La pavana è una danza lenta rinascimentale che qui diventa veicolo di malinconia e dolcezza, evocando con grazia la nostalgia di un’epoca idealizzata. Ravel, pur ispirandosi allo stile spagnolo, spiegò che il titolo non faceva riferimento a una ‘principessa’ realmente esistita, ma era scelto per la sua musicalità. La versione orchestrale, con l’uso delicato dei fiati e delle corde, è una delle pagine più raffinate del repertorio impressionista.
Senza soluzione di continuità la locandina propone un altro brano di Ravel, “Tzigane – Rapsodie per violino e orchestra” (1924), scritto per la violinista Jelly d’Arányi. È un brano di puro virtuosismo, che si apre con un lungo e spettacolare assolo di violino quasi improvvisato, per poi esplodere in una rapsodia di sapore gitano, con richiami ai canti tradizionali dell’Europa dell’Est. Originariamente pensato con accompagnamento di luthéal (strumento simile al cimbalom), ne esistono oggi diverse versioni orchestrali, tutte capaci di esaltare le qualità tecniche ed espressive del solista.
Seguirà “Poème” op. 25 di Ernest Chausson (1896), una delle pagine più liriche del repertorio per violino e orchestra. Commissionato dal virtuoso Eugène Ysaÿe, è ispirato alla novella Le Chant de l’amour triomphant di Ivan Turgenev. Chausson abbandona la forma del concerto classico per creare un brano in forma libera, denso di lirismo, tensione emotiva e tinte decadenti. Il “Poème” fu eseguito per la prima volta a Nancy il 27 dicembre 1896 con grande successo, poco prima della tragica e prematura morte del compositore.
La seconda parte del concerto è interamente dedicata a Georges Bizet, con una selezione dalle suite orchestrali tratte da due dei suoi capolavori: “Carmen” e “L’Arlésienne”. “Carmen” (1875) è una delle opere più amate e rappresentate al mondo, e la suite raccoglie alcuni dei momenti più celebri, come la Habanera, la Danza boema e la marcia dei toreri. “L’Arlésienne”, nata come musica di scena per il dramma di Alphonse Daudet (1872), fu rielaborata in due suite che restituiscono il colore e l’energia del folklore provenzale, tra danze popolari e melodie struggenti.
Sul podio Mārtiņš Ozoliņš, attuale direttore musicale dell’Opera Nazionale Lettone di Riga. Formatosi all’Accademia di Musica di Riga e alla Hochschule für Musik di Vienna, Ozoliņš è una figura in grande ascesa nel panorama europeo, con importanti collaborazioni nel paese natale, i Germania, Italia e Stati Uniti. Apprezzato per il rigore tecnico e la profondità interpretativa, dirige un ampio repertorio operistico e sinfonico, distinguendosi per la chiarezza della direzione e la cura dei dettagli sonori.
Il violinista Salvatore Greco è un nome ben noto al pubblico siciliano: già spalla del Teatro Massimo di Palermo, ha suonato come solista in Europa, Asia e Stati Uniti, collaborando con artisti come Giuseppe Sinopoli, Mstislav Rostropovich, Daniel Oren. Il suo violino – uno splendido Guadagnini del Settecento – è stato applaudito anche alla Carnegie Hall di New York e nei più importanti teatri europei. Maggiori informazioni su teatromassimobellini.it.
