Villa San Giovanni e la statua del Papa, l’ex Sindaco Siclari: “se Caminiti la toglie è vergognoso, si ascolti la comunità sennò si è dittatori” | INTERVISTA

L'intervista di StrettoWeb all'ex Sindaco di Villa San Giovanni, Giovanni Siclari, sulla rimozione della statua del Papa

“Questa statua la abbiamo posizionata e inaugurata durante la mia Amministrazione. Se la comunità l’ha voluta, deve rimanere lì. Sappiamo che il Comune vuole toglierla per volontà politica, ma dovrebbe avere il consenso della comunità, altrimenti si è dittatori. Così l’ex Sindaco di Villa San Giovanni, Giovanni Siclari, interviene ai microfoni di StrettoWeb in merito all’intenzione dell’attuale Amministrazione di rimuovere la statua di Papa Giovanni Paolo II.

Qualche giorno fa, sui social, Siclari si era espresso con altrettanti toni duri:Togliere la statua di Papa Giovanni paolo II è l’ennesima azione vergognosa di questa amministrazione. Non si capisce il vero motivo, dato che non se ne trovano. Anzi, si possono elencare decine di motivi per i quali dovrebbe rimanere. Contro il volere della comunità villese e offendendo tutti i credenti, la sindaca Giusy Caminiti con spreco di risorse comunali ha deciso di togliere la statua del Papa più amato dell’era moderna. Padre Antonio, nostro parroco della chiesa di Cannitello, ha già mostrato la ferma contrarietà e con lui tutti i parrocchiani e i villesi stessi. Qualunque azione, anche impopolare, dovrebbe essere giustificata da una utilità collettiva particolarmente importante. Qui non si trova nessuna utilità nel toglierla. Ci sono valori cristiani che nessuno dovrebbe mettere in discussione”.

Se la Sindaca Caminiti riuscirà nel suo intento vergognoso a farla togliere, tra 2 anni, appena i villesi la manderanno a casa (le stanno già preparando le valigie), chiederemo di rimetterla. Sarò da padre Antonio il prima possibile per mostrargli la mia più totale disponibilità e solidarietà. Da ex sindaco sono indignato e pronto a qualunque mobilitazione verrà promossa per evitare questa vergogna. Non subiamo in silenzio”.