Vertice UE, ok a piano difesa e 5 condizioni di pace in Ucraina. Orban: “vogliono continuare la guerra!”

Concluso il vertice UE: 26 a favore del piano ReArmUE da 800 miliardi per la difesa, stilate 5 condizioni di pace in Ucraina

Arrivata la conferma dal vertice UE: via libera al piano ReArmUE che stanzia 800 miliardi per la difesa degli stati. L’Europa pensa al riarmo e alla difesa dei propri territori in risposta agli appelli di pace lanciati da Donald Trump. Per quanto riguarda la questione della guerra in Ucraina, sono state approvate le 5 condizioni per la pace. In 26 hanno votato a favore, l’unico voto contrario è stato quello dell’Ungheria.

Dal vertice UE è emerso che: “non possono esserci negoziati sull’Ucraina senza l’Ucraina” nè negoziati “che incidano sulla sicurezza europea senza il coinvolgimento dell’Europa” perchè, secondo punto, “la sicurezza dell’Ucraina, dell’Europa, transatlantica e globale sono interconnesse“.

Il terzo punto indica che “qualsiasi tregua o cessate il fuoco può aver luogo solo come parte del processo che porta a un accordo di pace globale“. Quarto punto: “qualsiasi accordo del genere deve essere accompagnato da solide e credibili garanzie di sicurezza per l’Ucraina che contribuiscano a scoraggiare future aggressioni russe“. E infine “la pace deve rispettare l’indipendenza, la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina“.

Il parere di Giorgia Meloni

L’unico modo serio” per dare garanzie di sicurezza all’Ucraina è nell’ambito Nato, estendendo a Kiev le tutele previste dall‘articolo 5 del Trattato del Nord Atlantico, senza farla entrare direttamente nell’Alleanza. “Sarebbe sicuramente molto più efficace, una cosa diversa dall’ingresso nella Nato“. Lo ha dichiarato Giorgia Meloni, a margine del Consiglio Europeo informale a Bruxelles. “Sarebbe una garanzia di sicurezza stabile, duratura ed effettiva, più di alcune proposte che sto vedendo. Sicuramente è una delle proposte che mettiamo sul tavolo“. L’Italia, con l’Europa, ha sostenuto l’Ucraina per impedire un’invasione e, se Kiev non fosse stata aiutata, oggi “non parleremmo di pace“, ha aggiunto.

Mi interessa arrivare – afferma – ad una soluzione che possa essere effettiva e seria, perché noi per questo abbiamo combattuto. In questi tre anni, tutti gli sforzi che noi abbiamo fatto erano per arrivare a una pace giusta, a una pace che avesse delle regole. Oggi, grazie a quel lavoro, ci sono le condizioni. Se noi non avessimo supportato l’Ucraina oggi non staremmo parlando di pace: lo ricordo a tutti quelli che dicono che siamo noi, addirittura che sono io che ho scatenato la guerra in Ucraina, come ho sentito dire in queste cose folli che ogni tanto ascolto“.

Noi abbiamo lavorato banalmente perché non ci fosse un’invasione dell’Ucraina, perché l’Ucraina rimanesse in piedi e perché ci fossero delle condizioni adeguate per sedersi al tavolo. Oggi – ha spiegato Meloni – siamo arrivati a quel momento e bisogna raccogliere i frutti dei sacrifici che abbiamo fatto“.

Abbiamo condotto una battaglia per escludere che venissero forzatamente dirottate delle risorse dai fondi di coesione alle spese sulla difesa – afferma il Premier italiano – È rimasta una clausola per cui volontariamente le nazioni possono fare questa scelta: chiaramente non possiamo impedire che decidano di farla, soprattutto per quelle che sono più esposte. Per quanto mi riguarda proporrò al Parlamento di chiarire fin da subito che l’Italia non intende dirottare fondi di coesione, fondi importantissimi per noi, sull’acquisto di armi“.

L’invio di truppe europee in Ucraina con funzioni di peacekeeping non sarebbe una soluzione “efficace” per mantenere la pace nel Paese invaso dalla Russia. “Sono molto, molto perplessa su questa proposta – afferma Meloni – l’ho detto dall’inizio: non la considero particolarmente efficace, la considero anche molto complessa. Una pace giusta ha bisogno di garanzie di sicurezza certe. Le garanzie di sicurezza certe, secondo me, stanno sempre nell’alveo dell’Alleanza atlantica. L’unico modo serio per garantirle è quello. Poi, ci sono diversi modi per farlo e qui stiamo portando avanti le nostre proposte, ma secondo me quella di inviare truppe non meglio identificate, truppe europee francesi, britanniche” o di altri Paesi “è la soluzione più complessa e forse la meno efficace“.

Ho anche escluso la possibilità – aggiunge – che in questo quadro possano essere inviati soldati italiani. Penso che dobbiamo ragionare anche su soluzioni più durature” di un invio di truppe. “Altro tema è le questione delle missioni di peacekeeping delle Nazioni Unite: ma è tutt’altra materia, perché sono missioni che intervengono quando c’è un processo di pace iniziato. Non è la proposta di cui si sta parlando in queste ore e, ripeto, su questa proposta qui io continuo a essere molto molto perplessa“.

Il vertice Ue-Usa è “chiaramente tutto da costruire, però è un impegno sul quale l’Italia sta lavorando e intende lavorare. È una proposta che abbiamo lanciato noi, non per questo, ma insomma pensiamo che sia utile vedersi, parlarsi e continuiamo a lavorarci”.

Orban: “leader UE vogliono continuare guerra in Ucraina”

La maggior parte dei leader europei sostiene che l’Ucraina deve continuare la guerra, non solo mantenendo il sostegno, ma anche assumendosi l’onere finanziario e militare che gli Stati Uniti hanno ridotto“, è quanto dichiarato dal premier ungherese Viktor Orban al vertice dell’UE a Bruxelles. Durante una pausa nei colloqui, il primo ministro ha condiviso in un video che i leader dell’UE avevano interrogato il presidente ucraino
Zelensky sulla situazione al fronte e sulla sua visione per il futuro.

La situazione rimane invariata, i combattimenti continuano“, ha affermato.
Con gli USA che tagliano gli aiuti, l’Europa deve ora decidere se finanziare da sola lo sforzo bellico dell’Ucraina. “La maggior parte dei leader dell’UE ritiene che l’Europa non debba solo continuare a sostenere, ma anche assorbire i costi che gli USA hanno smesso di pagare“, ha avvertito il primo ministro Orban.