“C’è chi Reggio la distrugge e chi la costruisce. Dobbiamo imparare a vedere le cose senza farci condizionare da amicizia e colore politico, guardando i fatti, che sono incontrovertibili. Questa Amministrazione ha prodotto fumo e devastazione in questi 11 anni e ora stanno cercando di mettere un pochettino di bianco sul sepolcro per nascondere il disastro”. Comincia così l’ultima diretta di Massimo Ripepi, che ha commentato il risultato di Reggio dopo la candidatura a Capitale della Cultura e anche l’impegno di Cannizzaro che ha poi portato alle risorse del Governo per riqualificare il quartiere di Arghillà.
“Noi eravamo di gran lunga la città migliore. Non so qual era il Comitato che ha affiancato Falcomatà, ma io martedì ho annullato la Commissione per discutere del dossier presentato a Roma, per evitare possibili problemi. Tutti abbiamo tifato per Reggio, ma possiamo vedere il risultato dalla disamministrazione Falcomatà. Avevamo sperato che potessero inserire un programma dignitoso, ma abbiamo sempre detto che questi erano l’Armata Brancaleone. Dovevamo vincere ad occhi chiusi ma siamo gli ultimi in classifica in tutte le classifiche di vivibilità, vengono i turisti ma ci sono gli info point chiusi, non hanno concluso un’opera”.
Ripepi cita la dura riflessione del prof Castrizio, “che non è l’ultimo arrivato”. E poi “ci sono fatti inequivocabili. Ci siamo presentati con un delegato della Cultura condannato per un patteggiamento su un problema serio inerente alle elezioni. Abbiamo presentato un dossier contestato dalla Commissione”.
“Mentre Cannizzaro porta soldi per Porto, Aeroporto, Lido – praticamente fa il deputato e anche il Sindaco – c’è Falcomatà che è geneticamente scarso e si è attorniato di scarsi. Ricordiamo quando andò a Roma mentre a Reggio c’era il Consiglio dei Ministri”.
