Ponte sullo Stretto, il Movimento 5 Stelle: “caso Cerri è inquietante”

Le dichiarazioni dei capigruppo del M5s nelle commissioni Infrastrutture e Trasporti di Camera e Senato, Antonino Iaria, Ilaria Fontana e Gabriella Di Girolamo

Il Ponte sullo Stretto è avvolto da una preoccupante coltre di nebbia. Delle 62 prescrizioni allegate a novembre dalla commissione Via-Vas al parere sull’opera, delle quali 56 da sciogliere prima della stesura del progetto esecutivo, non si sa più nulla. Quando e in che termini il dossier approderà al Cipess per il decisivo passaggio, non è dato sapere: doveva essere entro dicembre, poi entro febbraio, ora Salvini dice entro Pasqua ma senza certezze. L’Anac nel frattempo chiede diversi chiarimenti, su aspetti ingegneristici ma soprattutto economici, visto che rispetto al progetto del 2012 ora il costo è raddoppiato e in base alle norme sugli appalti si doveva andare a gara. C’è poi l’ingarbugliato nodo della penale di WeBuild, che formalmente è ancora in causa con lo Stato. A tutto questo si aggiunge l’inquietante caso Cerri: il membro della commissione paesaggistica del comune di Milano, indagato nell’ambito dell’ok ai vari progetti edilizi diventati oggetto della legge ‘Salva-Milano’, è anche uno dei componenti della commissione Via-Vas che giudica le carte del Ponte sullo Stretto. Storia non proprio edificante”. Lo affermano in una nota i capigruppo M5s nelle commissioni Infrastrutture e Trasporti di Camera e Senato, Antonino Iaria, Ilaria Fontana e Gabriella Di Girolamo.

Al netto delle sparate di Salvini – aggiungono -, di fronte a un quadro tanto torbido, riteniamo opportuno che Meloni fermi quest’opera dall’incedere sciagurato e dai costi smodati. Evitando di intestarsi la follia del suo vice. Il governo non ha trovato qualche milione in più per mitigare il caro-bollette che strozza famiglie e imprese, e poi brucia miliardi per un’opera per cui ancora non si è azionato nemmeno un escavatore. Assurdo“.