Museo del Mare, l’Architetto Artuso (Direttore dei lavori): “le idee sulle mostre, la passeggiata e i prossimi passaggi. Vi svelo tutto” | INTERVISTA

L'intervista di StrettoWeb all'Architetto Gianni Artuso, Direttore dei lavori del Museo del Mare: "ecco cosa ci siamo detti con Innocenti, dopo 18 anni..."

Per ogni cittadino di Reggio Calabria, la posa della prima pietra del Museo del Mare è da considerare come un evento storico, spartiacque, significativo e segnante dell’epoca, del momento. Se poi, oltre a essere reggini, si è anche architetti, tra gli ideatori del progetto, tra coloro che l’hanno visto nascere e crescere, la soddisfazione non può che essere ancora più grande. Anche perché, oggi, Gianni Artuso è il direttore dei lavori della grande opera che ha preso ufficialmente il via sabato 22 febbraio. Ai microfoni di StrettoWeb, il professionista reggino ha ripercorso alcuni momenti, a partire dalle sensazioni e dalle emozioni del giorno dell’inaugurazione.

Architetto, che mattinata è stata, quella dell’inaugurazione? 

“Felice, perché si è arrivati quasi a compimento di un’opera che ha difatti 18 anni. Infatti con l’architetto Innocenti ci siamo detti: dopo 18 anni, dal progetto internazionale dell’opera, ora si è arrivati a una svolta importante. L’intervento di Innocenti è stato molto emozionante, puntuale. E io sono contento proprio perché ho visto l’opera nascere. L’idea iniziale nacque da me, io sono stato l’ideatore, ovviamente supportato dall’Amministrazione dell’epoca, sia del Museo del Mare che del Centro polifunzionale. Quindi l’opera la sento un po’ mia. E poi ora ho un ruolo importante: sono direttore dei lavori”.

Vito Barozzi, amministratore della ditta Cobar, si diceva un po’ stupito del fatto che in città ci fosse un po’ di pessimismo sulla prosecuzione dei lavori, su possibili rallentamenti, considerando alcune situazioni in città e la burocrazia tutta italiana.

“Lo scetticismo deriva un po’ dal nostro essere reggini, scettici di natura. E’ anche vero che grandi opere a Reggio – vedi il Tribunale e il nuovo Palazzo di Giustizia da concludere – si sono bloccate nel tempo. Il Museo del Mare è l’opera più importante, sia in termini economici che di immagine, degli ultimi 30 anni della città, e quindi l’approccio è un po’ quello del ‘ce la faremo?’. A un certo punto, dopo il definanziamento di anni fa, sembrava una figurina. Quando l’opera è stata definanziata si era un po’ persa la fiducia, ma poi è stata ritrovata. Io dal 2021, da quando è stato ripreso il progetto, sono fiducioso, sono tornato fiducioso, e lo sono rimasto in questi anni. Questo perché mi sono reso conto che tutti remavano dalla stessa parte, tutti avevano la stessa voglia e intenzione di remare verso la realizzazione dell’opera. Poi abbiamo avuto la fortuna di ritrovarci la Cobar come ditta appaltatrice, molto seria, l’ha dimostrato con il Waterfront e con il restauro del Museo. I lavori li hanno sempre conclusi. Sostanzialmente, non vedo ostacoli di sorta: c’è la volontà, la ditta, il progetto, l’inizio dei lavori, tutte le risorse.

E il cantiere nautico? 

“Quello, se vogliamo, potrebbe rappresentare l’unico problema, però so che c’è una determinazione e che il 31 marzo scade una concessione, così come che c’è una proposta per un suolo a Pentimele, in cui il cantiere si sposterebbe. Il problema va avanti da anni ma credo che troveranno una soluzione con l’Amministrazione. Per me è inimmaginabile che si possa bloccare un’opera del genere perché non si trova un accordo con un cantiere nautico. Mi rifiuto di pensare altro. Dunque, fiducia e ottimismo”.

E quindi i tempi, senza intoppi, quali dovrebbero essere?

“Noi abbiamo consegnato i lavori per il lotto ‘zero’, con tutte le bonifiche da fare. Domani mattina alle 9, ad esempio, inizieranno i lavori della bonifica bellica, verrà la ditta specializzata per vedere che non ci siano degli ordigni bellici. Successivamente ci sarà la bonifica e la demolizione dei silos esistenti, la caratterizzazione dei suoli e poi tutte le opere a mare. Questi lavori racchiudono quelli del lotto ‘zero’, che dovrebbero durare 4-5 mesi, ma non significa che dobbiamo aspettare 4-5 mesi. Dopo queste attività si partirà con la struttura. I tempi sono circa 3 anni e mezzo, da contratto, quindi 2028”.

Tornando all’opera, ai suoi interni, oltre che del già conosciuto acquario si è anche pensato – per la mostra permanente – a una collezione di Ulisse con la storia dell’Odissea. Idea affascinante.

“Certo! L’idea di Innocenti, su questo, viene da lontano. Parlando del Museo del Mediterraneo, quale migliore occasione per un’evocazione storica del genere? Tuttavia, negli anni, si sono fatte diverse ipotesi per la sala della mostra permanente. Inizialmente si era pensato ai Bronzi, ma poi sono tornati al MArRC e credo sia difficile uno spostamento, poi a una mostra permanente su Versace, così come quella su Ulisse. Ad oggi non c’è un indirizzo chiaro su come andrà riempito questo contenitore, d’altronde ad oggi pensare a questo non è semplice. Secondo me la scelta andrà affidata a un ente di competenza specifica. Non prevale un’idea su un’altra, al momento. L’idea di Ulisse, sicuramente, è una delle più valide”.

Nell’esposizione dell’architetto Innocenti, è stata presentata l’opera anche sotto un altro punto di vista: quella del visitatore che si gode una vera e propria passeggiata.

“Così è, effettivamente. E’ stata pensata come una passeggiata, con il visitatore che dal Lungomare si sposta nella zona nord del centro, arriva al Museo, fa il suo ingresso ed effettua una sorta di promenade tra esterni ed interni, con le sale delle mostre, l’auditorium, bar e ristoranti, l’acquario”.

L’altro progetto di Zaha Hadid, il Centro polifunzionale, secondo lei potrebbe mai vedere la luce?

“Il Centro polifunzionale è un pezzo di puzzle che manca. C’è uno studio di fattibilità e niente di più, ad oggi, perché occorre in primis il finanziamento. Ovviamente, ‘mai dire mai’… Intanto lavoriamo per portare a termine il Museo, che andrà a cambiare l’aspetto della nostra città, tra l’altro in un periodo storico importante in termini turistici, con la città presa d’assalto grazie alle attività aeroportuali e ai voli Ryanair”.