Giusi Princi a 360 gradi. Nel corso della trasmissione di Radio Febea “San Giorgio e il Drago”, condotta da Maurizio Insardà e Piero Gaeta, l’eurodeputato reggino ha affrontato diversi argomenti dell’attualità. A partire dalla possibilità di essere candidata a Sindaco di Reggio Calabria. “Mi piacerebbe? Più che piacere a me, io voglio che sia – e sono certo che sarà così – una figura competente e autorevole. Essere amministratori oggi significa anche essere manager, saper utilizzare delle risorse. Io comunque sto lavorando per Reggio, ma in Europa, e quindi faremo squadra, con qualsiasi soggetto costruiremo un progetto di sviluppo”.
In merito alla scelta delle ultime Comunali, che ha portato alla candidatura di Minicuci e alla sconfitta del Centro Destra, Princi ha affermato: “nel passato abbiamo perso una grande opportunità, ma l’esperienza insegna. All’epoca Forza Italia è stata lasciata sola, non aveva il sostegno della coalizione, con la Lega sganciata. Oggi vediamo che la stessa Lega, con Mancuso, ha riconosciuto la leadership di Forza Italia, partito che cammina insieme a tutta la coalizione. Ci sono in atto delle interlocuzioni”.
Il turismo
In merito al turismo e alle potenzialità della città, Giusi Princi si mostra decisa e ambiziosa, enfatizzando i grandi risultati grazie all’Aeroporto ma bacchettando indirettamente anche chi dovrebbe occuparsi di migliorare i servizi. “L’Aeroporto c’è, lavoriamo per i servizi. Essere Città Metropolitana è questo. Stanno arrivando migliaia di turisti, ma per noi non è sufficiente che vengano se poi non ritornano. Quando arrivo a Reggio devo essere già informato: marina, montagna, ionico, tirrenico, cosa devo fare, dove voglio andare?”.
Le deleghe
Infine, una risposta approfondita in merito al mancato trasferimento delle deleghe dalla Regione alla Città Metropolitana. “In merito alle deleghe, ricorderete che una delle prime persone incontrate da Occhiuto dopo l’insediamento è stato Falcomatà. Poi ci sono state le vicende giudiziarie che hanno allontanato il Sindaco e dopo il suo ritorno ci siamo riattivati, insediando un tavolo di lavoro. Il trasferimento delle funzioni è di carattere non solo politico, ma amministrativo. Stanno lavorando. Il problema è che, rispetto alle materie che hanno individuato – ambiente, istruzione, caccia, pesca, turismo, sono tante – non c’è solo un trasferimento di risorse finanziarie, ma anche umane”.
“La Regione sta già trasferendo al Consiglio Regionale il tutto affinché si possa procedere ad emanare la Legge. Nel trasferimento di carattere finanziario, la Regione deve fare riferimento alle risorse del Bilancio, sottoposto a un piano di rientro. Intanto, loro hanno completato l’iter, ma proprio perché si sta lavorando non bisogna strumentalizzare, creando un contenitore vuoto. Ce lo siamo detti, con Falcomatà, quando ci siamo visti. Il processo va fatto bene, non bisogna creare un contenitore vuoto”.
“La Regione Calabria, che in termini di progettazione sta gestendo oltre 3 miliardi di euro, è la terza Regione che sta lavorando meglio in Italia. Per quanto riguarda il trasferimento agli enti locali, invece, è la migliore in assoluto, in quanto sta gestendo l’80% delle risorse. C’è da verificare quella che è l’efficacia, in termini di velocità, delle risorse attuali. L’iter è quasi completato”.
