A Lamezia Terme c’è un campo rom, denominato “Scordovillo”, derivante dal nome della contrada in cui è collocato. Il più grande del Sud Italia, con circa 100 famiglie e poco più di 500 residenti. Oggi ne parliamo con il nostro Marco Foti, ingegnere reggino e lametino di adozione, presidente della commissione “Trasporto Pubblico Locale e mobilità sostenibile” dell’ordine degli ingegneri di Genova.
Ing. Foti, dalle parole siamo passati ai fatti. La Regione Calabria ha avviato la selezione di partner per il progetto di “Inclusione e integrazione dei cittadini di etnia ROM, insediati nella baraccopoli stabile in località Scordovillo, nel Comune di Lamezia Terme”
“Grazie per la sua consueta disponibilità. La questione del campo rom di Scordovillo è datata. Ha ragione, pare che ci siamo. Dopo la Regione il lavoro istituzionale prosegue attraverso la messa terra delle azioni congiunte di Governo centrale, Regione Calabria e Prefettura di Catanzaro. Quest’ultima attenta nell’affermare che “quell’area una volta liberata va demolita e rigenerata immediatamente, altrimenti viene rioccupata di nuovo”. Un atto che segue l’approvazione di un recente progetto definitivo che prevede un investimento per ATERP, come soggetto beneficiario del finanziamento, finalizzato all’acquisizione di stock abitativi nel comune di Lamezia e/o nell’hinterland del lametino, messi a disposizione come alloggi disponibili e pronti per l’uso. I tempi sono maturi. Da circa 10 anni scrivo sul campo rom di Scordovillo ed il mio pensiero in città è ormai noto ed è strettamente legato ad un progetto per la città. Con la sua bonifica, l’intera riqualifica dell’area e la ricollocazione della popolazione, in piena linea con il piano che stanno portando avanti congiuntamente tutte le istituzioni centrali”.
Quale è la sua idea di rigenerazione urbana per l’area di Scordovillo?
“Il “Parco Urbano di Scordovillo”, una sorta di green park integrato nel sistema città-territorio caratterizzato da servizi innovativi per i cittadini. Un polmone verde di 22 mila metri quadrati nella città di Lamezia con lo scopo di fornire alla cittadinanza ed altri visitatori uno spazio ricreativo a contatto con la natura e con le dotazioni di servizi innovativi sulla mobilità elettrica”.
Una trasformazione radicale di un’area occupata abusivamente da sempre, un green park mi sembra di capire?
“Si, esatto, una nuova area che potrà prevedere sino al 50% della superficie destinata a verde urbano, un parco protetto da un sistema di videosorveglianza presidiato 24/7, aperto e sicuro a disposizione ed accessibile da tutta la cittadinanza. Un parco urbano al cui interno potranno essere predisposte specifiche torrette attrezzate con pulsanti d’allarme e citofoni collegati direttamente ad una control room che governa un sistema di videosorveglianza presidiato, un sistema di filodiffusione che, oltre a trasmettere musica, servirà per gli avvisi di allarme e le comunicazioni di servizio”.
Innovazione, tecnologie, security e tanto altro. Una riqualifica che potrà fare invidia ai parchi delle principali città verdi europee.
“La mia idea di rigenerazione è complessiva. Il cuore del Parco potrà prevedere aree attrezzate per ospitare eventi culturali, esposizioni, mostre e altre attività a carattere ludico, offrirà la possibilità di connettere e ricaricare i propri dispositivi godendo del parco urbano anche lavorando o studiando. Potranno trovare spazio teatro e cinema all’aperto, area giochi per bambini, aree destinate ai cittadini della terza età, area di sgambatura per i cani recintata e a completa disposizione dei proprietari di cani, che potranno lasciar libero il proprio animale su un prato ben curato e con uno spazio adeguato alle diverse esigenze“.
Ma non è tutto, mi raccontava in anteprima.
“Il Parco Urbano di Scordovillo potrà essere un’area da destinare ai giovani, alle famiglie, alle mamme, alle nonne, puntando prima di tutto alla realizzazione di una struttura polivalente dotata di una pista ciclabile (da collegare con il percorso già presente) ed un percorso per gli appassionati di mountain bike. Il Parco urbano avrà al suo interno le colonnine di ricarica per bici e monopattini elettrici, percorsi dedicati e separati per la visita del parco con i mezzi elettrici, un “sentiero guidato” all’interno del polmone verde di Lamezia Terme. Un parco che restituirà alla città di Lamezia, un’area verde collocata a due passi dai centri urbani, ed al territorio, un’area completamente riqualificata confinante con l’ospedale “Giovanni Paolo II”, che per tanti anni ha sofferto per i disagi provocati dal campo rom, a partire dai fumi tossici derivanti dall’incendio di rifiuti ingombranti. Vi è una congiuntura favorevole tra Governo regionale e centrale. Lamezia si appresta ad affrontare le elezioni amministrative. Il prossimo governo della città dovrà necessariamente supportare l’immenso lavoro che stanno portando avanti le istituzioni sovralocali. Il progetto è fattibile nell’arco del prossimo governo e potrà vedere la luce entro la fine del mandato elettorale. Ci crediamo“.
