Colloqui “creativi” come li ha definiti la Russia, ma anche piuttosto lunghi. Oltre 12 ore di negoziati a porte chiuse quelli che ha visto USA e Russia, con i rispettivi emissari, discutere sui temi caldi della guerra in Ucraina e non solo. Il tutto mentre, su tavoli paralleli, Kiev e Washington discutevano sugli stessi argomenti. L’obiettivo è trovare un punto in comune che porti a una tregua, possibilmente entro Pasqua. I nodi da sciogliere riguardano cessate il fuoco, reti dell’energia, sicurezza della navigazione commerciale del Mar Nero. Nessun documento ancora firmato, come anticipato da Mosca.
Il Cremlino parla di “molti aspetti su cui lavorare“. Trump ha reso noto che a Riad si è discusso di confini territoriali e del controllo delle centrali nucleari, in particolare quella di Zaporizhzhia.
La dichiarazione congiunta sull’esito dei colloqui di oggi a Riad tra Stati Uniti e Russia sarà diffusa domani. Lo riporta Ria Novosti al termine del negoziato concluso nella serata italiana.
La Cina smentisce l’invio di peacekeeper
Intanto, la Cina ha smentito la possibilità di inviare truppe di peacekeeping in Ucraina. “La posizione della Cina sulla crisi ucraina è coerente e chiara“, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Guo Jiakun, rispondendo “non è affatto vero” che ci siano colloqui con l’UE sull’invio di peacekeeper nelle zone del conflitto.
