Tensioni USA-Ucraina, le 5 mosse di Zelensky che hanno fatto infuriare Trump: retroscena di una settimana infuocata

Gli scontri a distanza tra i due presidenti - quello americano e quello ucraino - hanno fatto emergere dei retroscena raccontati da tre funzionari statunitensi ad Axios

Dal 12 al 19 febbraio, una settimana di fuoco. Il riferimento è al clima di tensione tra USA e Ucraina, tra Trump e Zelensky, mentre il primo dialoga con la Russia per trovare un accordo di pace e il secondo strizza l’occhio a un’Europa più spaccata e divisa che mai. Gli scontri a distanza tra i due presidenti – quello americano e quello ucraino – hanno fatto emergere dei retroscena raccontati da tre funzionari statunitensi ad Axios. Come quello secondo cui Zelensky abbia fatto arrabbiare così tanto Trump durante i colloqui di pace con la Russia a tal punto che il presidente degli USA era sul punto di ritirare il sostegno militare americano all’Ucraina.

E sempre Axios ripercorre la settimana di fuoco, con le 5 mosse che avrebbero fatto infuriare Trump:

  • “12 febbraio: il segretario al Tesoro Scott Bessent ha incontrato Zelensky a Kiev per offrire una proposta che darebbe agli Stati Uniti l’accesso ai diritti minerari ucraini in cambio della protezione de facto degli Stati Uniti. Trump in seguito ha detto ai giornalisti che Zelensky è stato “scortese” e ha ritardato il suo incontro con Bessent perché ha dormito fino a tardi.
  • 14 febbraio: alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco, Vance e Rubio hanno incontrato Zelensky per ottenere la sua approvazione per l’accordo sui diritti minerari. Ma, hanno detto i funzionari, Zelensky ha sorpreso gli americani dicendo che non aveva l’autorità per approvarlo unilateralmente senza il parlamento.
  • 15 febbraio: Zelensky ha rifiutato pubblicamente l’offerta durante la conferenza. Fonti della Casa Bianca hanno notato che le sue osservazioni ai giornalisti – che l’accordo “non era nell’interesse di un’Ucraina sovrana” – erano notevolmente diverse dai commenti più positivi che aveva fatto su X il giorno prima.
  • 18 febbraio: Mentre Rubio, Waltz e l’inviato presidenziale Steve Witkoff si sono seduti con i negoziatori russi in Arabia Saudita per discutere di pace, Zelensky ha criticato l’incontro per essersi svolto senza l’Ucraina al tavolo. Un Trump arrabbiato si è poi scagliato contro Zelensky in una conferenza stampa a Mar-a-Lago, suggerendo falsamente che Zelensky avesse iniziato la guerra con la Russia e avesse un indice di gradimento di solo il 4%.
  • 19 febbraio: Zelensky ha risposto, dicendo che il presidente degli Stati Uniti “vive in uno spazio di disinformazione”. Trump ha poi aumentato la pressione pubblicando su Truth Social che Zelensky, un ex attore, era un “comico di modesto successo” che è diventato un “dittatore senza elezioni”. Trump si è rifiutato di criticare Putin come dittatore”.