Reggina, perché alimentare speranze di ripescaggio è pura fantascienza (oltre che indegno): fallimenti e graduatorie, dilagano bufale

Dopo la sconfitta contro il Siracusa, si è diffusa in città la speranza di un ripescaggio della Reggina. Che oggi, però, è pura fantascienza

Se ce lo immaginavamo? Sì. In caso di vittoria contro il Siracusa, il campionato si sarebbe riaperto. In caso di sconfitta, invece, si sarebbe cominciato a parlare di ripescaggio. Lo ha fatto pochi minuti dopo il triplice fischio, in una nota stampa, il vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Antoniozzi, amplificando quello che è un pensiero comune in questi giorni e in queste ore in città e sui social. Come se fosse, tra l’altro, cosa dovuta e scontata. Tra l’altro, la tifoseria è pronta a cascarci di nuovo, come accaduto l’anno scorso, quando dall’interno della società illudevano circa un possibile ripescaggio, che non aveva alcun fondamento, alimentando le solite bufale e bugie.

Ma, ad oggi, pensare a questo non solo è fantascienza, ma è anche quanto di mediocre e poco dignitoso ci possa essere. E non perché la Reggina non ne abbia diritto o possibilità, ma perché entrerebbe in contrasto con gli obiettivi dichiarati e già ampiamente falliti da parte dei vertici societari. Insomma, essere eventualmente ripescati dopo due anni di Serie D, per una società come la Reggina, non rappresenterebbe proprio il massimo. E questo solo perché non si è stati capaci di essere superiori a piazze con un terzo della storia amaranto.

Tra l’altro, gli stessi tifosi che già fantasticano sul ripescaggio, non dovrebbero dimenticare gli anni di sfottò ai messinesi, per molto tempo definiti “i ripescati”. E non bisognerebbe neanche dimenticare che, dopo l’unico ripescaggio della storia – quello dalla D alla C con Praticò alla guida – le stagioni non furono proprio delle migliori: salvezze all’ultima giornata, difficoltà economiche, stadio vuoto e stagioni anonime, sfociate poi con lo sciopero sfiorato dai calciatori per gli stipendi in ritardo e con l’arrivo in extremis di Luca Gallo a salvare la “baracca”.

Fatta questa lunga premessa, in ogni caso, ribadiamo, pensare ad oggi – metà febbraio – al ripescaggio, è pura fantascienza. Va da sé che la Reggina debba trarre il massimo da queste undici gare. Questo è scontato, banale, inutile anche da rimarcare. In Serie D dovrebbe vincerle tutte e con ampio margine. Ma il campo dice altro. Dice che neanche il secondo posto è sicuro, al momento, considerando che Sambiase, Vibonese e Scafatese sono tornate all’assalto. E la Reggina deve andare a Sambiase (che ha battuto il Siracusa all’andata e al ritorno e che ha messo in difficoltà gli amaranto al Granillo, strappando un pari) e affrontare la Vibonese in casa.

La media punti

Non solo: anche ammesso che la squadra di Trocini arrivasse seconda, non è certa di essere prima nella graduatoria della Serie D. Perché innanzitutto dovrebbe vincere i playoff (non perdendo in casa semifinale e finale, ma quest’anno lo ha fatto due volte con due big) e poi perché dovrebbe risultare prima nella media punti tra seconde e altre vincitrici degli spareggi. Spieghiamo meglio: l’anno scorso il Siracusa risultò primo non solo per il secondo posto e per la vittoria dei playoff, ma anche perché deteneva la migliore media punti in Serie D tra le aventi diritto al ripescaggio. E’, questo, un requisito fondamentale rispetto agli altri parametri già noti. Dunque, sì, vincerne il più possibile è importante anche per questo, ma non regala alcuna certezza.

Chi libera posti in C? Turris e Taranto non sono da considerare

C’è un’altra grande incognita, però, di cui in tanti sembrano essersi dimenticati: chi regala, ad oggi, la certezza sul ripescaggio? Nessuno. Qualcuno, forse, confonde le situazioni di Turris e Taranto come possibili occasioni. No, assolutamente! Turris e Taranto, destinate a scomparire viste le tragiche condizioni societarie ed economiche, sono ormai praticamente retrocesse sul campo, in Serie D, non liberando alcun posto in più ma semplicemente lasciando spazio alle promosse dalla D sul campo, probabilmente le prime dei due gironi meridionali.

La precedenza all’Inter Under 23

La corsa al ripescaggio si fa verso chi avrà diritto a partecipare al prossimo campionato di Serie C ma non si iscriverà per varie ragioni. Non, dunque, Turris e Taranto. Ad oggi, non sembrano prefigurarsi all’orizzonte particolari situazioni da monitorare. Siamo a febbraio, è ancora troppo presto. Nonostante ciò, c’è ancora un altro ostacolo enorme. La Figc ha infatti confermato che l’ordine di ripescaggio tiene conto di:

  1. una squadra Under 23 dalla Serie A;
  2. una squadra ripescata dalla Serie D;
  3. una squadra ripescata dalle retrocesse dalla Serie C.

Questo significa che, in caso di una sola esclusa, un posto sarebbe già occupato dall’Inter Under 23, che ha annunciato la formazione della selezione giovanile, seguendo la strada delle varie Juventus, Atalanta e Milan. Solo in caso di nuova e seconda esclusione, entrerebbe in gioco la graduatoria dalla Serie D, che per la Reggina non è scontata, per i discorsi di cui sopra.

Insomma, innanzitutto parlarne oggi è prematuro. A questo aggiungiamo poi condizioni ad oggi sfavorevoli. Fermo restando che solo pensare al ripescaggio in Serie C, per una proprietà che aveva promesso la Serie B in due anni, non rappresenta di certo una medaglia al valore. Anche perché non ricorda di certo grandi gesta e risultati.