“Le posizioni ideologiche di Tozzi sul Ponte sullo Stretto, spesso riportate “a orologeria” sui Media, afferma Fileccia ingegnere cofondatore di Ponte e Libertà, non escludono la possibilità di civili confronti che potrebbero condurre a diversi convincimenti. Siamo in una fase di attesa “tecnica” del rilascio del parere del CIPESS, il Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile, che darebbe di fatto il via ai primi cantieri delle opere. Il dibattito, pur a fronte delle solide posizioni governative e della maggior parte della collettività, è sempre vivace e su ambiti spesso lontani dal rappresentare criticità. L’Opera è oramai fuori dal cono di giudizio tipico di un pre referendum; c’è semmai la necessità di avviare collegialmente progettualità sulle molte opere urbanistiche necessarie ai territori impattati dall’attraversamento stabile. Tozzi, continua Fileccia, possiede una contagiosa e nobile conoscenza di temi riguardanti la flora, la fauna e la relativa preservazione e nel rispetto della sua preminente attività di geologo ha confermato la fattibilità e presenza di grandi Ponti in zone del globo assai critiche per caratterizzazione sismica, es Turchia e Giappone. Le sue remore sul Ponte sono legate alla presenza dei binari ferroviari soprattutto vista la straordinaria “luce” di 3,3 km prevista. In realtà, dice Fileccia, i ponti di grande luce rispondono in maniera assai più efficace alle sollecitazioni sussultorie e ondulatorie indotte dai terremoti e la famiglia istituzionale e professionale che sostiene l’opera affida proprio alla componente ferroviaria la chiave di volta del grande successo commerciale e turistico che dovrà apportare il Ponte. Nondimeno tutto ciò che verrà dopo la sua apertura non può in alcun modo trovare agganci alle statistiche di attraversamento con i Traghetti, atavico collo di bottiglia per l’isola e per i visitatori dal Continente. Il Ponte porterà con se un connotato di libertà individuale e collettiva tale da stravolgere ogni abitudine precostituita. Tozzi a supporto della “irricevibile” bastevolezza dei traghetti espone il concetto che ogni siciliano lascia l’isola in media una volta all’anno; per le auto la statistica, afferma Fileccia, è ancor più mortificante con appena un’auto di media su sette che si sposta dall’isola ma ciò non è altro che l’effetto di uno schema trasportistico verso il continente di assoluta inefficienza, esosità e non puntualità e proprio per questo ci sentiamo di affermare che a poco serve l’Homo Sapiens, così curiosamente richiamato dal geologo, se manca il presupposto di Libertà nel raggiungere i luoghi ove svolgere al meglio le professioni e le comuni attività familiari“.
Ponte sullo Stretto e Mario Tozzi: l’Homo è Sapiens. E con il Ponte è anche libero
Un curioso siparietto ieri a Roma, all’interno di un salotto letterario tenuto in Centro dal noto geologo Mario Tozzi a cui ha preso parte Mauro Fileccia, ingegnere cofondatore di Ponte e Libertà
