Mafia, malaffare, problema acqua, strade, terremoti, tragedie. Insomma, un ammasso di retorica. Aggiunto a terrorismo mediatico, allarmismo, disinformazione. C’è tutto il peggio del populismo che tanto criticano, tra i No Ponte presenti questo pomeriggio a Bruxelles, per l’incontro “No Ponte, un’opera che rispetta le norme UE?”. I rappresentanti sono i soliti: Comitati No Ponte, WWF, CGIL, PD e M5S di Reggio, Messina e Villa ma soprattutto – e purtroppo, aggiungeremmo – Falcomatà e Caminiti, Sindaci di Reggio e Villa San Giovanni. Presenze in tutto? Una quarantina circa. Peccato che 13 siano i soli ospiti, quelli presenti al tavolo. Insomma, il più classico dei “loro se la cantano e loro se la suonano”.
Anche perché, come al solito, non c’è contraddittorio. Un incontro tutto loro, esclusivo, in cui i No Ponte blaterano le solite teorie tra fake, ipotesi e tanta, tanta, lo ribadiamo, retorica, retorica spicciola. Il popolo italiano vuole il Ponte sullo Stretto, lo ha manifestato col voto, in democrazia, eleggendo un Governo che ha messo l’opera tra i punti programmatici più importanti. Ma i protagonisti odierni a Bruxelles, mai domi, sono andati oltre, non trovando risposte in Italia. Sono andati a Bruxelles, cuore politico dell’Europa, per urlare “no al Ponte”, non considerando che l’Europa è ancora più convinta dell’Italia nella realizzazione dell’opera. Anzi, è da molto tempo che invita il nostro paese a costruirlo, per via della presenza strategica del Mediterraneo e del passaggio del corridoio Ten-T. Un incontro anti-democratico, perché va contro la volontà popolare di chi – come detto – votando questo Governo ha detto sì al Ponte sullo Stretto.
Falcomatà: “ci auguriamo che il Ponte non venga realizzato”
Hanno parlato tutti i presenti al tavolo (i nomi sono nella locandina in fondo all’articolo), tra cui Caminiti e Falcomatà, quest’ultimo presente in video collegamento. Un intervento shock, una dichiarazione fortissima che smaschera definitivamente il Sindaco reggino sulla sua posizione. Dopo anni in cui non si è mai esposto con un ‘no secco’, ora esce allo scoperto: “mi scuso di non poter essere presente, ma sono giorni intensi in città per via della candidatura di Reggio Calabria a Capitale della Cultura. Questo progetto non può escludere i territori e le istanze delle istituzioni che la rappresentano. E’ quello che diciamo io e il Sindaco di Villa Caminiti”.
“Le prescrizioni dei ministeri hanno confermato i dubbi che già avevamo, i territori non sono stati coinvolti e per questo abbiamo fatto ricorso circa le procedure di VIA-VAS, ricorso che ha visto l’ammissibilità. Il fatto che la questione Ponte sia passata da essere mero slogan ad essere attenzionata dell’UE per noi è garanzia. Dei 14 miliardi circa per la realizzazione, oltre 7 il Governo li vorrebbe prendere dalle risorse per la coesione. Ci auguriamo che il Ponte sullo Stretto non veda la sua realizzazione“.
Pazzano: “Reggio sarebbe tagliata fuori dal Ponte”
Tra gli ospiti presenti anche il consigliere reggino Pazzano, tra i più forti sostenitori No Ponte in città. Pazzano punta il dito sul piano regolatore: “l’inganno del Ponte ha portato a un disordine urbano, a un peggioramento della vita per Reggio Calabria”, citando 106, pendolarismo, Aeroporto. “Reggio sarebbe tagliata fuori dal Ponte, così come l’area greco-calabra”.
Caminiti: “non vogliamo che il Ponte sia propaganda elettorale”
Tra gli ultimi interventi c’è quello del Sindaco di Villa San Giovanni Giusy Caminiti, presente di persona così come Pazzano: “ringrazio Falcomatà che si è reso sensibile dopo il ricorso. La nostra è una battaglia che continuiamo a sostenere in ogni dove. Abbiamo partecipato a tutti i confronti, abbiamo ricevuto fautori del sì e del no. Non abbiamo la pretesa di sostituirci al Governo, ma abbiamo chiesto che cambiasse il paradigma nell’approccio all’opera. Non vogliamo che sia propaganda elettorale, ma che desse ai territori la possibilità di governare la fase di cambiamento”.
Gli altri interventi
Sono intervenuti anche i parlamentari progressisti europei, Socialisti/Left/Verdi. I lavori sono stati introdotti da Annalisa Corrado e Giuseppe Lupo, Parlamentari europei PD, e da Pasquale Tridico, Parlamentare europeo Movimento Cinque Stelle: “il rischio è iniziare i cantieri di un’opera senza progetto e privo dei pareri compiuti di Valutazione Ambientale. L’intervento richiesto è quello che l’Europa non assecondi il Governo italiano con un’impropria deroga ambientale che dia il via alla distruzione del Territorio coinvolto. Le norme prevedono che solo dirimenti ragioni che riguardano la Salute dei cittadini, l’ambiente e la Sicurezza Pubblica, possano legittimare una ‘deroga’ che legittimi la violazione di territori così delicati, e protetti, come quelli insistenti nell’Area dello Stretto”.
“In sintesi, gli studi lo confermano: siamo scientificamente nella fase degli studi preliminari; il ‘Ponte’ è un’ipotesi tutta da progettare ex novo nonostante le enormi risorse sprecate nei decenni per mantenere in vita la Società Stretto di Messina. Come si fa allora a dire – e lo fa il Ministro Salvini – che i cantieri e gli espropri ci saranno nella prossima Primavera? Siamo, quindi, ad un passo dal salto nel buio. Vanno segnalati gli interventi di coordinamento del dibattito effettuati da Cristina Guarda e Benedetta Scuderi, Parlamentari Verdi”.
Hanno gestito gli ultimi panel dei lavori Giuseppe Antoci, Parlamentare Left e Sandro Ruotolo, Parlamentare europeo Dem. Proprio Ruotolo ha chiarito “cosa significa conoscere i territori per incidere nel futuro, per combattere progetti sbagliati come il Ponte che, per altro, come ricordatoci anche da don Luigi Ciotti, rischia solo di unire gli appetiti delle cosche mafiose operative nelle due sponde. Ruotolo ha centrato le emergenze della Calabria: Sanità Pubblica e lotta contro le diseguaglianze in testa a tutto. Cosa c’entra con tutto questo la “follia” di Salvini e della Lega Nord?”.

