L’adesione all’Ucraina alla Nato non è un risultato “realistico” dell’accordo di pace con la Russia. Lo ha detto il nuovo capo del Pentagono Pete Hegseth aprendo la riunione del gruppo di contatto sull’Ucraina, presieduto dalla Gran Bretagna. Hegseth ha aggiunto che “siamo ad un momento critico della guerra, il conflitto deve finire. Vogliamo un’Ucraina sovrana e prospera, ma riportarla ai confini precedenti al 2014 è irrealistico”.
“Non ci deve essere una Minsk 3 in Ucraina, robuste garanzie di sicurezza devono essere date per far sì che non inizi ancora una guerra, ma devono essere assicurate da truppe europee e non europee e se ci sarà una missione di peacekeeping non deve essere una missione Nato e non ci deve essere la copertura dell’articolo 5”. Lo ha detto il nuovo capo del Pentagono Pete Hegseth aprendo la riunione del gruppo di contatto sull’Ucraina, presieduto dalla Gran Bretagna. Hegseth ha escluso la presenza di truppe Usa.
Zelensky propone lo scambio dei territori, Mosca rifiuta. Il Presidente ucraino: “c’è un piano B”
Intanto Zelensky prova a trattare e continua a proporre lo scambio di territori diretto con Mosca, aprendo la porta degli affari a Donald Trump, dalle terre rare alla ricostruzione, ma invocando l’indispensabile ruolo americano nelle garanzie di sicurezza. “Scambieremo un territorio con un altro”, ha detto in un’intervista al Guardian, confermando di voler usare la parte occupata nella regione russa di Kursk come merce di scambio, pur non precisando quali territori vorrebbe restituiti. Ma è stato perentorio nel sottolineare che l’Europa da sola non basta: “senza l’America non ci sono vere garanzie di sicurezza”.
L’Ucraina “non si arrende” e continuerà a chiedere di entrare nella Nato, ma se la porta dell’Alleanza rimarrà chiusa Kiev dovrà “costruire la Nato sul suo territorio”, il che significa “raddoppiare” il suo esercito, ha risposto il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in un’intervista all’Economist in cui ha ammesso che l’adesione alla Nato è ora complicata a causa dell’opposizione di Usa, Germania e Ungheria. “Dobbiamo raddoppiarlo. Raddoppiarlo. Per essere allo stesso livello dell’esercito russo”, ha proseguito Zelensky, ribadendo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, può fornire le garanzie di sicurezza e l’Europa potrebbe contribuire a finanziarle. “Missili, missili a lunga gittata e Patriot. Questo è il piano B“, ha precisato.
“Loro (l’Ucraina) potrebbero fare un accordo, potrebbero non farlo. Potrebbero essere russi un giorno, o potrebbero non essere russi un giorno”, ha detto invece sibillinamente Trump, che poi ha lanciato la sua richiesta. “Hanno terreni – ha ricordato – di enorme valore in termini di terre rare, in termini di petrolio e gas, in termini di altre cose. Voglio che i nostri soldi siano al sicuro”. “Ho detto loro che voglio l’equivalente (degli aiuti, ndr), tipo 500 miliardi di dollari di terre rare, e hanno sostanzialmente accettato, quindi almeno non ci sentiamo stupidi. Ho detto loro che dobbiamo ottenere qualcosa, non possiamo continuare a pagare tutti questi soldi”, ha aggiunto.
Peskov: “una parte della Ucraina vuole diventare Russia”
Il Cremlino ha cavalcato l’uscita di Trump: “Una parte significativa dell’Ucraina vuole diventare Russia, e il fatto che sia già diventata Russia è innegabile”, ha commentato il portavoce Dmitry Peskov, riferendosi all’annessione di quattro regioni ucraine. “Nonostante i molti pericoli, le persone si sono messe in fila e hanno votato”, ha proseguito Peskov, affermando che “questo corrisponde in gran parte alle parole del presidente Trump”. Peskov ha sottolineato anche che Mosca rifiuta uno scambio di territori con l’Ucraina. “Questo è impossibile. La Russia non ha mai discusso e non discuterà mai di scambiare il suo territorio”, ha detto il portavoce del Cremlino riferendosi alla regione di Kursk, parzialmente occupata dall’esercito ucraino. Peskov ha affermato che le unità militari ucraine attualmente presenti nella regione russa di Kursk “saranno espulse da questo territorio, saranno distrutte”.
Si intensificano gli incontri per una svolta: “questa guerra finirà presto”
Si intensificano intanto gli incontri per una svolta. “Questa guerra deve finire e finirà presto. Troppa morte e distruzione. Gli Stati Uniti hanno speso miliardi di dollari a livello globale, con poco da mostrare come risultati”, ha scritto il tycoon su Truth. L’amministrazione Trump intende spingere gli alleati europei ad acquistare più armi americane per l’Ucraina in vista di potenziali colloqui di pace con Mosca: lo riporta in esclusiva la Reuters, che cita due persone a conoscenza della questione.
La mossa, commenta l’agenzia di stampa, potrebbe migliorare la posizione negoziale di Kiev. Il piano, se formalizzato, offrirà una certa rassicurazione ai leader ucraini che temono che il presidente Donald Trump possa bloccare ulteriori aiuti al Paese, il cui esercito sta lentamente perdendo territorio sotto l’attacco russo a est. Funzionari statunitensi, tra cui l’inviato ucraino di Trump – il tenente generale in pensione Keith Kellogg – discuteranno dei possibili acquisti di armi con gli alleati europei questa settimana durante la Conferenza sulla sicurezza di Monaco, affermano le fonti.
