Lo avevamo scritto ieri. Si allungherebbe soltanto un’insensata agonia. E così è. Così è stato. Così, probabilmente, sarà fino a fine stagione. Perché, a prescindere dalle decisioni, questa è la direzione che ha ormai preso l’annata del Cosenza. Come prevedibile, dopo la pesante sconfitta interna contro il Palermo mister Alvini è tornato in discussione, quantomeno in bilico. Per i risultati e per le prestazioni, si intende. Perché per lo spogliatoio la posizione è sempre la stessa: fiducia all’allenatore. Fiducia che però non ha ormai da tempo da parte di vertici e area tecnica. Risulta già paradossale, infatti, che a condizionare la decisione sia proprio la squadra.
Oggi, a tal proposito, è andata in scena una farsa già vista qualche settimana fa. Il club ha scaricato e sfiduciato il tecnico, che non ha diretto l’allenamento del pomeriggio. Una decisione che andava verso la direzione di un esonero. Poi, però, dopo una seduta flash, i calciatori hanno manifestato nuovamente vicinanza al proprio allenatore, su preciso consulto dall’area tecnica. E così, almeno per ora, non ci sarà alcuno scossone. Non sappiamo con quale clima e con quale spirito – per il tecnico sfiduciato per la seconda volta – ma soprattutto con quali sviluppi, dal momento che in casa Cosenza l’incertezza regna sovrana e gli imprevisti sono sempre dietro l’angolo.
