A Messina si terrà il Carnevale No Ponte. Prendendo spunto dal Natale Ebraico, dal Capodanno Cinese anche il movimento contrario alla realizzazione del Ponte sullo Stretto ha deciso di legarsi a una ricorrenza. La scelta della festa degli sberleffi e delle maschere è decisamente singolare e la dice lunga sul contesto generale. E no, non si tratta di uno scherzo. A Messina sono state affisse delle locandine che danno le coordinate dell’evento: sabato 1 marzo, ore 15:00 partenza da piazza Antonello e fine a piazza Casa Pia.
Una sfilata di Carnevale per dire no al Ponte. Ma, di preciso, cosa c’entra il Carnevale con il Ponte? A Pasqua dobbiamo aspettarci le uova No Ponte che faranno concorrenza a quelle AIL? A Natale un presepe con Falcomatà e Caminiti versione Giuseppe e Maria?
Sarà forse per la necessità di ‘fare numero’ e non apparire i soliti quattro gatti e fare la figura dei Doglioni. Ma ve li immaginate i No Ponte mentre sfilano per strada, con cartelli e slogan, mentre i bambini in maschera li guardano e chiedono ai genitori: “mamma, mamma, ma chi sono quei signori?“. E la mamma: “ti ho detto di non indicare, è maleducazione. Sono persone come noi… solo un po’ più sfortunate“.
La locandina dell’imbarazzo: contro il progresso ma a favore di Hamas
I No Ponte hanno deciso di rovinare una festa per bambini strumentalizzando coriandoli, stelle filanti e mascherine. E, non contenti, hanno provato a metterci dentro la qualsiasi. Nella locandina, infatti, ci sono delle precise indicazioni sulla natura dell’evento.
Il primo riguarda la protesta contro “WeBuild” che deve andare “fuori dai territori“. I No Ponte rifiutano il progresso in ogni sua forma. WeBuild non è solo legata al Ponte sullo Stretto ma lavora da anni sul territorio siciliano portando innovazione tecnologica e infrastrutture. Un esempio è il collegamento della linea dell’alta velocità Messina-Catania e Catania-Palermo. Si tratta di un’azienda che genera benessere e posti di lavoro. E i No Ponte, da bravi cavernicoli, la vorrebbero fuori dalla Sicilia.
Niente Ponte, niente treni veloci, torniamo al calesse. Anzi no, è sfruttamento di animali. Se Dio ci ha fatto i piedi, utilizziamoli. Tutti a spasso, come chi finirebbe disoccupato perdendo il lavoro. A far sorridere è che lo stesso movimento si configura dalla parte della Sinistra proletaria e a difesa dei diritti dei lavoratori.
Poi c’è il “no alla guerra” (ovviamente condivisibile da chiunque) che si allaccia al “Palestina libera“. Ma come? I No Ponte dicono “no alla guerra” e sì ai terroristi di Hamas che hanno trucidato un migliaio di ebrei il 7 ottobre 2023 e sono ancora in possesso di diversi ostaggi? Come viene spesso sottolineato, ignoranza e antisemitismo vanno di pari passo verso la regressione.

Una risata vi seppellirà
Due interrogativi sorgono spontanei: guerre e Palestina cosa c’entrano con il Ponte sullo Stretto? E cosa c’entrano con una festa per bambini? Mentre cerchiamo un senso alla protesta ideologica e strumentale dei No Ponte, notiamo la chicca finale.
La locandina si conclude con la frase “volete inondarci di cemento… ma sarà la nostra risata che vi seppellirà“. Un po’ di lotta socio-politica alla Bakunin, un po’ di demenza alla Scary Movie 3. Le uniche risate sono di imbarazzo ma, del resto, per i No Ponte, Carnevale è tutto l’anno.
