Nel corso della puntata di ieri di “Lo Stato Delle Cose” condotto da Massimo Giletti su Rai 3 è andata in onda la “mappa” della famiglia Bellocco ricostruita da Klaus Davi (video al link https://www.facebook.com/klausdavi2/videos/939989601444725). Secondo la ricostruzione a capo c’era Umberto Bellocco cl. 1937 detto “Asso di Bastoni”, arrestato nel 1993 e morto a Opera nel 2022; il suo posto di capo bastone lo presero suo cugino Gregorio Bellocco, detto “il lupo solitario”, arrestato nel 2005 e condannato all’ergastolo, e Giuseppe Bellocco, detto “il poeta”, arrestato nel 2007 e condannato all’ergastolo; dopo questi arresti il comando passò a Carmelo Bellocco, fratello minore di “Asso di Bastoni”, Domenico Bellocco, detto “Micu u longu”, Domenico Bellocco, detto “Micu u Curtu”, Umberto Bellocco, detto “Chiacchiera”; ma la lista è ancora molto più lunga, ci sono almeno un’altra cinquantina di nomi associati al cognome Bellocco.
Rispetto a quanto mandato in onda da Giletti, Klaus Davi ha commentato: “Mi fa piacere che ora si indaghi sulla filiera criminale dei Bellocco in relazione a San Ferdinando, come io avevo detto all’indomani della morte di Antonio Bellocco. Vorrei però precisare una cosa da conoscitore della famiglia: la filiera importante NON è quella di Antonio Bellocco ma quella di Domenico “Micu u Longu” che, dopo l’arresto del padre e degli zii, ha preso lui il comando della famiglia. Bisogna avere ben chiare le cose altrimenti si rischiano errori di valutazione. Qualora ci fosse un’indicazione della famiglia a mandare Antonio a Milano, essa deve seguire un percorso gerarchico ben preciso che non può essere “tattico”. Sicuramente le dichiarazioni di Andrea Beretta possono dare un importante contributo in tal senso”.
