Dal Brasile a Catona, Reginaldo si racconta: “mi voleva Mourinho. Conte si infuriò con me. E quella frase di Berlusconi sulla Canalis…”

Reginaldo, che da poco ha firmato per il Catona, tornando a Reggio Calabria, si racconta in una intervista a Gazzetta dello Sport

Più di 40 anni, una vita di calcio e sempre la stessa voglia. Reginaldo Ferreira da Silva, per tutti Reginaldo, non si vuole fermare. Dal Brasile alla Serie A passando per Conte, Berlusconi, la Reggina, il Real Casalnuovo e ora il Catona, Prima Categoria di Reggio Calabria, con cui ha firmato una decina di giorni fa. L’attaccante si è raccontato in una intervista alla Gazzetta dello Sport. “Ho 41 anni e ho segnato 105 gol in giro per l’Italia, ma ho ancora voglia di divertirmi in campo. L’ultima stagione ho giocato in Serie D (Real Casalnuovo, Campania) e la scorsa settimana sono ripartito dal Catona, squadra di Prima categoria calabrese”.

L’idolo di un brasiliano? Facile: Ronaldo. “Da bambino, in Brasile, tifavo per i rossoneri ma simpatizzavo anche per i nerazzurri del mio idolo Ronaldo. Dopo Gesù Cristo, c’è il Fenomeno per me. Ho avuto la fortuna di conoscerlo a Rio de Janeiro e per poco non giocavo anche io nell’Inter. Eh già. Reginaldo racconta quando: Mi voleva Mourinho, nell’anno del Triplete. Giocavo nel Siena e prima di Natale feci una gran partita a San Siro. Maicon venne da me e mi disse: ‘Mourinho è interessato a te, ti seguirà nei prossimi tre mesi'”.

Poi però rimane al Siena, dopo la retrocessione, ma incontra Antonio Conte. Inizialmente va malissimo, ma poi finisce bene. “Torno dal Brasile, cotto dopo molte ore di volo, e mi rifiuto di fare del lavoro straordinario. Conte diventa una furia e mi indica la porta: ‘Se non lo vuoi fare chiama il tuo procuratore e trovati una nuova squadra, sei fuori’. Dopo due settimane e la mediazione di compagni e dirigenti, mi ha reintegrato. Gli ho chiesto scusa e siamo ripartiti, conquistando la promozione in A. Conte è un vincente, la durezza è la sua forza: trionferà anche a Napoli”.

Non mancano aneddoti su allenatori e compagni, ma anche la prima frase di Berlusconi quando arrivò a Monza. “A lei piace godersi la vita, Reginaldo…’. E mi fece i complimenti per la storia che avevo avuto in passato con la Canalis. Se l’ho risentita? Non la sento dal 2008-09, quando ci siamo lasciati. È stato un grande amore, passionale. È stata lei a conquistare me. Prima ha cercato per quattro mesi di avere il mio numero tramite amici e poi al compleanno di Corradi, mio compagno nel Parma, si è fatta avanti. Siamo stati insieme quasi un anno e mezzo: dieci mesi di nascosto, incontrandoci in gran segreto a casa mia a Parma, e per altri sette al centro del gossip. Elisabetta era determinata: otteneva quello che voleva. È stato uno tsunami, un po’ come un gol in rovesciata: la ragazza più bella e famosa con la quale sono stato. Ma è il passato. E non è vero che ho detto che mi ha rovinato la carriera, anzi: quella storia mi ha fatto pubblicità nel calcio e con le donne, dove a dir la verità mi sono sempre difeso bene”.