La Viola vince una gara ostica contro l’Antoniana e sale sul 18 su 19 in stagione. Prosegue l’ottima stagione neroarancio con 3 gare ormai rimaste nella regular season dei reggini.
In conferenza stampa coach Cadeo ha analizzato così la gara: “partita particolare. Siamo partiti con il giusto atteggiamento, poi ci siamo rilassati. Abbiamo perso un po’ di intensità in difesa, in attacco abbiamo palleggiato troppo ed eseguito poco. Quando facevamo le cose che proviamo, trovavamo buone soluzioni. Io reputo che quando nella pallacanestro si costruisce un buon tiro libero con ritmo è una buona cosa. La cosa che è successa è che per parecchio tempo la partita è stata in equilibrio, abbiamo fatto diversi minuti come spesso abbiamo fatto in campionato, ed è stato decisivo.
Questa squadra l’ha dimostrato altre volte che giocando insieme rientra in partita o fa break. Specialmente nella parte difensiva. Questa sera, oltre ad aver creato dei buoni tiri, abbiamo anche rinunciato ad altri tiri per dare un tiro migliore al compagno. Se giochiamo così va bene, poi può non entrare. C’è mancato il passaggio successivo: rimanevamo fermi. Abbiamo fatto parecchi tiri da 3 punti in ritmo, liberi, ma poi nessuno andava a rimbalzo. Questa è stata una carenza, quando ci siamo andati li abbiamo presi. Questo è uno dei tanti aspetti che dobbiamo fare, quando la palla è in volo si gioca.
Ani? In questa settimana un po’ si ammala uno, un po’ si ammala l’altro, un po’ si fa male uno, un po’ si fa male un altro. Sono due settimane che ci rincorriamo senza dare continuità. Ani non è entrato con la giusta attenzione probabilmente, con quei due tre falli subito si è fatto condizionare, poi questo condizionamento l’ha subito anche in attacco“.
Rispondendo alla domanda di StrettoWeb sull’aspetto mentale da tenere sotto controllo contro Messina, coach Cadeo ha dichiarato: “Credo che dobbiamo andare a giocare una partita per i due punti che valgono per la seconda fase. Quando è successo questo, la squadra ha sempre risposto. Non credo che questa squadra debba trovare ulteriore energia e forza (contro Messina, ndr) per cosa poi? Per quello che è successo all’andata? La reputo una cosa molto personale. La cosa più importante è giocare come noi sappiamo fare, con un’intensità di 40 minuti.
Ritornando a stasera, si parlava delle problematiche di questa partita. Io le problematiche faccio fatica a capirle. Se vinciamo noi sono 2 punti ma non ce li portiamo alla prossima fase, se vincono loro uguale. Il rischio era che qualcuno tirasse i remi in barca. ‘Meglio che non si facciano male’, si dice. Io non rientro in questa logica per due motivi: il primo, io ho visto che si fa male chi non gioca forte e non ci dà dentro, io ho visto che chi gioca attento e determinato non si fa male; secondo, la base è che lo spirito del gioco non deve mai mancare. Non gioco a basket perchè devo vincere la partita, quello viene successivamente.
Ogni volta che entro in campo, io mi devo divertire, devo fare fatica, devo giocare. Non ho bisogno che di là ci sia Antoniana, Milano, Varese, Como. Vado, gioco e do tutto. In particolare in uno sport di squadra. Se riusciamo ad avere questa mentalità e io faccio fatica a capire come non ce l’abbiamo le squadre, se tu stai facendo una cosa che ti piace, ti alleni tutta la settimana, poi arrivi alla partita e pensi sia una partita facile… non va bene! Lo spirito non deve mai mancare. Tutto quello che c’è in più, la classifica, la voglia di lottare, sono motivazioni in più. Il livello deve essere sempre alto, poi posso alzarlo ancora di più per altri motivi“.

