Non è ancora finita la telenovela tra Emanuele Canzonieri e l’Akragas, che ha denunciato l’imprenditore dopo i vari annunci legati all’acquisizione del club e dopo varie promesse non rispettate, a detta della società siciliana. Canzonieri, tramite SiciliaOnPress ha raccontato la sua versione dei fatti, costringendo il club a replicare.
Le parole di Canzonieri
“In data 25/11/2024 ho sottoscritto con la Società Immobiliare del Mediterraneo srl un compromesso per l’acquisto del 55% delle quote della società Akragas Calcio 2018 con opzione sino al 70% al prezzo stabilito. A mezzo mail mi è stato comunicato il codice IBAN a cui effettuare il versamento dell’acconto pattuito. Il beneficiario della somma, a cui era collegato l’IBAN indicato, sarebbe stata la società Deni Callari e Associati srl”, dice Canzonieri.
“Mi sono sorti dubbi in quanto il versamento pattuito non sarebbe stato incassato dalla Società Immobiliare del Mediterraneo srl indicata nel compromesso come proprietaria delle quote della società sportiva, ma da un diverso soggetto. Ho pertanto preso del tempo per effettuare le dovute verifiche. Da una ricerca fatta presso la Camera di Commercio ho appreso che i reali detentori delle quote sociali della società Akragas Calcio 2018 sono 6 (sei) soci, i cui nominativi sono del tutto diversi da quelli delle Società Immobiliare del Mediterraneo srl e Deni Callari e associati srl”.
“Premetto inoltre che il Sig. Giuseppe Deni presso il suo studio mi fece firmare una cessione di quote a mio favore pari al 52% e che i venditori erano 2 (due) dei 6 (sei) soci di cui alla visura CCIAA. Gli chiesi come mai non erano presenti alla firma e lui mi rispose che aveva le smart card dei suddetti per la firma elettronica. A quel punto mi sono sbilanciato dicendo che avrei onorato gli stipendi dei calciatori del mese di novembre. Quando avevo organizzato il pagamento degli stipendi ho scoperto che il passaggio di quote non era avvenuto”.
“Poiché sono una persona affidabile che tiene fede alla parola data ed un imprenditore serio, il mio impegno ad acquisire l’Akragas non è venuto meno, ma pretendo trasparenza e chiarezza su chi siano i reali detentori delle quote e sull’effettiva situazione patrimoniale della società e sulla reale volontà di vendere le quote senza opacità”, conclude Canzonieri.
La replica dell’Akragas
“In merito alle affermazioni rilasciate dal Sig. Emanuele Canzonieri al giornale online SiciliaOnPress di Favara, mi trovo costretto, ancora una volta, a smentire con fermezza le enormi falsità diffuse da un personaggio che si è rivelato del tutto inaffidabile. È incredibile come certa stampa continui a dare spazio a chi millanta situazioni inesistenti senza preoccuparsi di ascoltare la controparte per verificare i fatti”, risponde Giuseppe Deni.
“La società Akragas ha già provveduto a denunciare per truffa il Sig. Canzonieri, il quale, sin dal primo giorno, ha ingannato la società con l’intento di far credere di voler acquisire le quote di maggioranza. Si tratta, purtroppo, di un individuo che nulla ha a che vedere con il mondo del calcio e con la serietà che questo richiede.
Non posso esimermi dal ricordare al Sig. Canzonieri i suoi comportamenti inqualificabili, che includono:
- Il mancato pagamento dell’hotel Akrabello dove ha pernottato e usufruito del servizio di ristorazione, prima di dileguarsi senza saldare il conto.
- La truffa ai danni di un’agenzia di viaggi di Cammarata, dalla quale ha acquistato biglietti aerei mai pagati”.
“Questi fatti dimostrano chiaramente la natura del personaggio con cui abbiamo avuto la sfortuna di interagire. Non si può lasciare il palcoscenico a un mitomane che avrebbe bisogno di un trattamento clinico. La mia priorità rimane tutelare l’immagine della società Akragas e garantire un futuro sereno al club. La società merita serietà, dedizione e un clima di fiducia, elementi indispensabili per il bene della squadra e dei suoi tifosi”.
“Resto sempre disponibile a trattare la cessione del club con persone affidabili e trasparenti, anche a costo zero, per il profondo amore che nutro verso questi colori. Invito tutti gli organi di stampa a verificare con attenzione le informazioni prima di pubblicarle, per evitare di amplificare falsità e illazioni che ledono l’immagine di chi lavora con serietà e passione per il bene dell’Akragas”, si chiude la nota.
