La Suprema Corte di Cassazione – prima sezione penale – ha rigettato il ricorso proposto dalla pubblica accusa ed ha invece accolto i ricorsi proposti dalla difesa rappresentata dagli avvocati Giusida Sanseverino, Dario Vannetiello, Bruno Larosa ed Andrea Melpignano. Con la decisione assunta oggi viene posta la parola fine al processo a due dei ritenuti esecutori materiali del delitto di omicidio commesso ai danni di Giuseppe Gelao, maturato in data 6 marzo 2017 in Bari in risposta all’uccisione di Barbieri Franco per ragioni collegate al traffico di stupefacenti.
Dieci collaboratori di giustizia sono stati ritenuti insufficienti dalla Autorità Giudiziaria per confermare la condanna di anni 30 di reclusione a Davide Monti e Giuseppe Signorile, inflitta dal Giudice delle indagini preliminari di Bari in data 24.09.2021. Per tale omicidio l’accusa aveva invocato l’ergastolo, sia in primo che in secondo grado, anche alla luce della positività allo stub a cui era risultato positivo Davide Monti poche ore dopo il delitto, pesante prova a carico alla quale si aggiungeva il maldestro tentativo di Monti di fuggire poche ore dopo il delitto dalla propria abitazione onde non essere sottoposto al pericoloso test.
Le prove apparivano granitiche, schiaccianti, anche alla luce di intercettazioni ambientali svolte a casa di Milella Domenico nelle quali i conversanti discorrevano dell’azione di sangue. La difesa degli accusati, a seguito di una attenta e difficile valutazione, assumendosene i rischi, optò per il rito abbreviato, scelta questa che alla fine si è rivelata vincente.
La decisione di assolvere definitivamente gli accusati appare sorprendente in quanto impressionante era il numero dei pentiti che avevano dato manforte all’ipotesi accusatoria: Milella Domenico, Tarullo Vito Antonio, Margheriti, Pappagallo Giuseppe, Petroni Emanuel, Catalano Gianfranco, Citarelli Michele, Lavermicocca Domenico, Marchello Roberto, Telegrafo Donato
Non solo; la Corte di assise di Bari, decidendo in sede di rito ordinario, per la medesima vicenda omicidiaria, risulta aver condannato all’ergastolo l’altro ritenuto esecutore materiale, Antonio Busco. Il collegio difensivo del duo Monti-Signorile, durante le arringhe difensive, ha, tra l’altro, cavalcato alcuni importanti principi di diritto e criteri di valutazione delle dichiarazioni dei pentiti affermati dalla Suprema Corte di Cassazione, in accoglimento del ricorso per cassazione a suo tempo proposto dall’avv. Dario Vannetiello nell’interesse di Signorile Giuseppe avverso la ordinanza del Tribunale del riesame.
Degne di nota sono anche l’annullamento senza rinvio della condanna di Davide Monti con la formula “fatto non sussiste” per le plurime violazioni alle prescrizioni della misura di prevenzione nonché l’annullamento con rinvio per nuovo giudizio innanzi a diversa sezione della Corte di assise di appello ottenuto sempre dalla difesa relativamente alla condanna di Giuseppe Signorile per detenzione di arma da fuoco. Infine, sono stati rigettati i ricorsi proposti da Umberto Lafirenze, Massimiliano Bottalico, Antonio Bottalico e Roberto Boccassile, accusati di reati a vario titolo.
