Cosenza-Catanzaro, Alvini piange: “come fai a non commuoverti?”. E Caserta recrimina: “il calcio è spietato”

Alvini e Caserta parlano in conferenza stampa alla fine del folle derby di Calabria tra Cosenza e Catanzaro, terminato 1-1

Ha pianto, Massimiliano Alvini. Lo hanno visto tutti. Si è commosso, dopo il pari su rigore di Ciervo contro il Catanzaro. Un’emozione grande, vissuta come un tifoso, anche se lui non è di Cosenza e in Calabria è arrivato solo questa estate. L’allenatore però sa cosa ha attraversato e sta attraversando la squadra, con il -4, una classifica che preoccupa e un derby da non fallire. Se poi ci mettiamo anche il rosso e l’inferiorità numerica dopo mezz’ora, il gioco è fatto.

“Ma come fai a non commuoverti dopo quello che è successo?”, ha detto in sala stampa. “La forza mentale di questi giocatori la dobbiamo riconoscere. La partita era difficile da poter giocare e sta tutta nell’espulsione di Caporale. Era facile perdere, venire contestati, restare in dieci. Ma non lo volevamo: per questo ce l’abbiamo messa tutta. Oggi non posso non analizzare una partita straordinaria che meritavamo di vincere. Oggi il Cosenza avrebbe 21 punti sul campo e sarebbe salvo alla fine del girone d’andata. Non voglio parlare di quello che succede fuori ma del capolavoro, dell’impresa calcistica che ha fatto la squadra”.

Sugli episodi arbitrali: “siamo stati massacrati da una direzione arbitrale assurda, con un’espulsione senza senso. L’arbitro Aureliano lo conosco da tanti anni, lo considero un gentleman di questo mondo, una persona speciale, educata. Lui può sbagliare come posso sbagliare io e come possono sbagliare i miei giocatori”.

“In 840 gare da allenatore è la partita più folle che abbia mai vissuto, per come si è sviluppata, per quello che è successo e per tutto quello che ha dato ai tifosi”, ha aggiunto.

E’ rammaricato, invece, Caserta. “I derby sono sempre partite a sé, dove c’è tanta adrenalina. Valgono tre punti ma allo stesso tempo è una partita diversa. Noi siamo partiti molto bene. Dopo l’espulsione il Cosenza si è chiuso per ripartire. Nel secondo tempo abbiamo preso una ripartenza con Kouan, poi in superiorità abbiamo sempre cercato di avere il predominio”.

“Il problema è stata la gestione. Il calcio è spietato da questo punto di vista. Alvini sa leggere benissimo le partite e ha deciso di non farci giocare centralmente, siamo bravi ad andare sempre dentro”, ha aggiunto.