La faida Conte-Grillo ha riportato sotto i riflettori della politica il Movimento 5 Stelle, realtà che negli scorsi anni ha giocato un ruolo importante nelle dinamiche italiane. Qualcuno ricorderà quando venne addirittura descritto come un “movimento rivoluzionario e anticapitalista di sinistra nella Repubblica Italiana“. Un po’ “too much”, direbbero i giovani.
In effetti, non solo la dichiarazione, anche la storia che c’è dietro, è decisamente ingarbugliata. Una storia che parla di politica, di fantomatiche valigette e di accordi internazionali. Anche una storia di diffamazione, post mortem, legata alla figura di Gianroberto Casaleggio.
Casaleggio e i soldi dal Venezuela: le false accuse dal quotidiano spagnolo
Nel 2020 il quotidiano spagnolo “ABC” scrisse di presunto accordo fra Nicolas Maduro, presidente del Venezuela e Gianroberto Casaleggio, uno dei fondatori del Movimento 5 Stelle, affinchè nel 2010 venissero consegnati al ‘guru’ pentastellato 3.5 milioni di euro attraverso il consolato venezuelano a Milano con lo scopo di finanziare in nero la neonata forza politica.
L’obiettivo, secondo il quotidiano, sarebbe stato quello, come già citato, di promuovere la crescita di un “movimento rivoluzionario e anticapitalista di sinistra nella Repubblica Italiana“. Accuse respinte prontamente al mittente dallo stesso Casaleggio.
La sentenza della Corte d’Appello di Milano: fu diffamazione
Accuse rivelatesi poi infondate e frutto di una vera e propria diffamazione confermata, 4 anni dopo, dalla Corte d’Appello civile di Milano che parla di una “notizia pubblicata che presenta elementi” non verificati, “con la conseguenza” di aver oltrepassato “il rispetto dei limiti di liceità dell’attività giornalistica” e della “verosimiglianza dei fatti riportati”.
Tra gli elementi non verificati della ricostruzione, secondo quanto scritto dai giudici, c’era proprio il punto cardine della vicenda, ovvero la “consegna del denaro a Gianroberto Casaleggio“. E il fondatore del Movimento, morto nel 2016, è stato così “tacciato di un fatto grave, ossia di aver percepito milioni di euro provenienti dall’estero, ovviamente senza denunciarli al fisco“.
Secondo la sentenza l’articolo era basato su un documento dei servizi segreti venezuelani “poi risultato falso”, che riportava “esclusivamente il preteso invio della valigetta al console venezuelano a Milano“, il quale avrebbe fatto da tramite con Casaleggio. Il giornalista “non ha indicato” nemmeno “un nome che gli abbia confermato la circostanza della consegna del denaro, solo vaghe fonti anonime“.
La Corte di Milano ha confermato la condanna per la società editrice del quotidiano spagnolo e per il giornalista a risarcire il figlio di Gianroberto, Davide Casaleggio, che aveva avviato una causa legale nei loro confronti.
