Bove, ultimo shock di una Fiorentina maledetta: tragedie, destino o c’è dell’altro?

Quanto accaduto a Bove è solo l'ultimo triste episodio di una Fiorentina maledetta: tragedie, destino o c'è dell'altro?

Doveva essere il big match della 14ª Giornata di Serie A, è stata la partita della tragedia, si spera, sfiorata. Nel primo tempo di Fiorentina-Inter, Edoardo Bove si accascia sul terreno. Una caduta sorda sottolineata dal vociare dello stadio che ammutolisce progressivamente. Il silenzio che fa rumore, quello successivo allo sgomento.

Edoardo Bove ha avuto un arresto cardiaco e si trova attualmente in sedazione farmacologica presso la terapia intensiva dell’ospedale Careggi di Firenze. Il calciatore è stabile, esclusi danni acuti al sistema nervoso centrale e a quello cardio respiratorio.

Le tragedie della Fiorentina: la squadra maledetta

L’episodio ha riportato alla mente le tante tragedie in cui la Fiorentina è stata maledetta protagonista. Nella memoria di tutti la morte di Davide Astori, trovato morto nella sua stanza di hotel a Udine il 4 marzo 2019 per una fibrillazione ventricolare dovuta a cardiomiopatia aritmogena silente. Il caso di Stefano Borgonovo, colpito da sclerosi laterale amiotrofica nel 2008 e deceduto nel 2013. Joe Barone, dirigente scomparso il 19 marzo scorso a causa di un problema cardiaco improvviso.

Per non parlare dell’infarto che ha colpito Giancarlo Antognoni (fortunatamente sopravvissuto), dell’ascesso frontale al cervello che ha rischiato di portar via Giancarlo De Sisti, dal tumore al fegato sconfitto da Mimmo Caso. Soprattutto, le tanti morte sospette della Fiorentina degli anni 70: Ferrante, Mattolini, Saltutti, Beatrice Lombardi, Longoni, Bertini e Mariani.

La Fiorentina degli anni 70: doping e morti sospette

In quegli anni prendevamo farmaci da tutte le parti. Quando a primavera avevo un calo atletico, era normale che mi facessero iniezioni di Cortex (corteccia surrenale) per 7-10 giorni. Ora, che tutto questo mi abbia fatto perdere la funzionalità dei reni non posso dirlo con certezza, ma sarei contento se qualcuno lo facesse. Ciò che posso dire è che l’Epo a me lo davano quando ero in dialisi, e mi sembra grave, come è stato dimostrato, che lo somministrassero a calciatori sani…“.

Sono le parole di Massimo Mattolini, ex portiere della Fiorentina, tragicamente scomparso all’età di 56 anni, riguardanti i sospetti fra il doping, le morti e le malattie legate alla Fiorentina degli anni ’70.

Una storia che lo lega a Bruno Beatrice, morto a 39 anni a causa di una leucemia linfoblastica acuta, causata da un incauto ciclo di raggi Roentgen per guarire da una pubalgia. La moglie, Gabriella Bernardini, dichiarò: “io ho la certezza che mio marito è stato ucciso dalla Roentgen-terapia e nessuno mi toglie dalla testa il dubbio che tutti quei farmaci che hanno preso alla Fiorentina hanno potuto causare la morte e la malattia degli altri giocatori“.

Nello Saltutti, bomber di quella maledetta viola, prima di morire a 56 anni per un arresto cardiaco, ricordava: “ci riempivano di Micoren, un farmaco che tanto bene non faceva visto che nel 1985 l’hanno tolto dal commercio. Prima della partita, c’era sempre un “caffè speciale” che non si sapeva di cosa fosse fatto, ma in campo ci faceva andare il doppio degli altri. Sul tavolino fuori dello spogliatoio trovavamo sempre i flaconi delle pillole, le boccette con le gocce, flebo modello damigiane e punture a volontà…“.

La vedova di Giuseppe Longoni, alla Fiorentina dal 1969 al 1973, stroncato da una vasculopatia, mostrò diversi sospetti: “sembrano coincidenze piuttosto strane tutte queste morti dei compagni del mio Giuseppe“.

Anche Chantal Borgonovo, vedova di Stefano Borgonovo, arrivò a sospettare un legame fra la Sla e il doping: “per un periodo ho creduto che il doping potesse essere la causa di tutto questo“.

I Nas di Firenze, indagando sulla Fiorentina degli anni ’70, hanno riscontrato “abuso di farmaci“. Misteriosamente scomparse le cartelle cliniche dei membri della squadra di quegli anni. La documentazione riprende negli anni 80 come se, di quanto accaduto nel decennio precedente, non si voglia lasciare traccia.