Reggio Calabria, l’esperto sul giovane morto al GOM per trauma cranico: “possibili danni a distanza”

Le parole di Alfredo Berardelli, professore emerito di neurologia presso la Sapienza Università di Roma

Non si può escludere un nesso causale tra la morte di Omar Bassi e il pestaggio avvenuto due settimane prima. Sul caso del 23enne milanese morto lo scorso 5 agosto a Reggio Calabria, dopo una rissa avvenuta in una discoteca del varesotto il 20 luglio scorso, l’Adnkronos ha interpellato Alfredo Berardelli, professore emerito di neurologia presso la Sapienza Università di Roma.

“Un trauma cranico può dare delle sofferenze cerebrali che possono essere acute, cioè immediate, come quello che ha avuto questo ragazzo, ma anche tardive, ritardate di due o tre settimane”, spiega lo specialista.

Certamente, sottolinea l’esperto, in questo momento è difficile fare valutazioni precise: “Senza avere le carte e tutta la documentazione medica non si possono esprimere giudizi precisi; i nessi causa effetto sono sempre difficili perché si rischia di dare adito ad interpretazioni che poi possono essere male interpretate”, tuttavia “in linea di massima è noto è che dopo un trauma cranico è possibile che si sviluppi a distanza di tempo una raccolta di sangue, che si chiama ematoma, che può spiegare l’eventuale nesso con l’evento”.

C’è poi anche la possibilità di una emorragia cerebrale: “In questo caso -avverte- affinché si verifichi un’emorragia cerebrale in un ragazzo giovane, devono esserci delle malformazioni vascolari o alterazioni di altri tipi; questo potrebbe creare un rapporto con un trauma cranico”.

In ogni caso, ribadisce Berardelli, “l’unico dato che al momento si può commentare con certezza è che a distanza di un trauma cranico si possono instaurare degli eventi tardivi a livello cerebrale di liquidi o di sangue, cioè gli ematomi”. Di conseguenza “occorre accertare se ci fosse un ematoma perché in caso contrario non si pone neanche più l’ipotesi”. Quindi “è necessario esaminare la risonanza o la tac, che sicuramente gli saranno state fatte quando è stato visitato”.