Reggio Calabria, morto a 103 anni Totò Canova: straordinario pilota campione di automobilismo e motociclismo, geniale imprenditore fondatore della Lucens

Antonio Canova è venuto a mancare pochi giorni fa a 103 anni vissuti pienamente e fino all’ultimo

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    Un Totò Canova centenario e in prefetta forma saluta gli amici con un videomessaggio , assieme alla figlia
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    Antonio Canova con la Ferrari al Giro di Sicilia del 1957
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    Antonio Canova con la sua Matchless nel 1946
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StrettoWeb

Se qualcuno ha “fatto” la sua vita come si fa un’opera d’arte, secondo il noto aforisma dannunziano, tra questi c’è sicuramente Antonio Canova, reggino di Cannitello, classe 1922, venuto a mancare pochi giorni fa, a 103 anni vissuti pienamente e fino all’ultimo.

Pilota motociclistico e automobilistico e  imprenditore “illuminato” negli anni del boom economico, aveva festeggiato  recentemente assieme ai 100 anni le sue gesta nelle più importanti competizioni automobilistiche degli anni 50, alla guida della sua Ferrari 250 MM 3000 con la quale partecipò a competizioni internazionali come la 10 ore in notturna di Messina  del 1956, nella quale si classificò quinto  assoluto dietro Phill Hill, campione del mondo e pilota ufficiale Ferrari, risultato ottenuto nonostante  un incidente con relativa uscita di pista e rispetto alla quale ancora oggi detiene il record sul giro.

Sempre con  la stessa Ferrari partecipò al Giro di Sicilia del 1957 dove, fino al ritiro per noie al differenziale contese le prime posizioni a piloti del calibro di Piero Taruffi, uno dei più grandi piloti motociclistici e automobilistici italiani, pilota di Formula Uno e detentore di decine di record mondiali motociclistici con la Gilera 500, e il belga Olivier Gendebien, vincitore per ben 4 volte della 24 ore di Le Mans e più volte della Targa Florio, in coppia con i mitici Luigi Musso e  Wolfgang Von Trips.

Non era appassionato solo di quattro ruote, Totò Canova, ricordato affettuosamente e con grande orgoglio dai familiari per l’eclettismo  e la grande carica vitale. Reduce di guerra, si esibiva  con una motocicletta Matcheless omaggiata dai tedeschi in segno di gratitudine per aver dato vita a spettacoli mozzafiato nel cd  “Pozzo della morte” allestito nel campo di prigionia nel quale si trovava, una sorta di gabbia metallica  circolare percorsa al suo interno a  velocità folle con una motocicletta!

Ai cavalli vapore abbinava la passione per l’equitazione e un grande genio imprenditoriale, quando fondò nel 1949 a Cannitello (Villa San Giovanni) la Lucens, fabbrica di lampade a fluorescenza, cresciuta fino a diventare unica  fornitrice della Agip fino agli anni 90, con la trasformazione della Lucens in Avilux, trasferita nel polo industriale di Cosenza, città dove il vulcanico Antonio fonda anche un quotidiano.

Crediamo sia doveroso ricordare pubblicamente  uno dei figli della terra calabra e reggina in particolare, cresciuto in  anni difficili ma portatore di valori sani e distintosi per quel “quid” che ha saputo mettere in ogni azione della sua vita vissuta pericolosamente, e ci piace farlo con le parole  del nipote Enzo:” Non è stato un personaggio pubblico, nè un politico o un uomo di scienza, ma è stato  un Calabrese per bene,  che ha dovuto correre tantissimo per conquistarsi spazi fantastici tra mille difficolta, ringraziando la vita sempre in maniera sorridente e cercando il lato umoristico dietro a tante difficoltà che la sua famiglia ha dovuto superare. Ciao Zio, hai lasciato un segno ovunque tu sia passato, non ti dimenticheremo”.

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