“Sul finire di aprile ho presentato al Comune di Messina un’istanza in cui chiedevo all’Ente di fare un passo indietro dall’ambito territoriale per il godimento dei benefici previsti dalla Legge 482 del 1999. La mia richiesta era ovviamente motivata, riportando inoltre i pareri tratti dalla più aggiornata letteratura scientifica, sia giuridica sia linguistica, che concorda nell’indicare l’attuale “anomalia messinese” come un caso di studio relativo alla cattiva applicazione della Legge 482 del 1999, la quale è posta a tutela delle minoranze linguistiche storiche”. Così dichiara in una nota il giurista Francesco Ventura, reggino e studioso della minoranza linguistica storica greca del Sud Italia, il quale, dallo scorso anno, porta avanti in parallelo un importante procedimento interessante alcune criticità individuate nell’ambito del servizio di sportello linguistico presso la Città Metropolitana di Reggio Calabria.
“La vicenda in realtà ha dei precedenti. L’ingresso in tale ambito territoriale, risalente ad una delibera di consiglio comunale del 2011, era stata a suo tempo nel merito oggetto di dubbi sia dall’allora Provincia Regionale di Messina, oggi Città Metropolitana, che dalla Regione Sicilia. In sostanza, nulla togliendo alla storia greca, magno greca e bizantino romea che Messina condivide con la quasi totalità dell’Italia Meridionale, la comunità di lingua greca oggi presente sulla sponda siciliana dello Stretto appartiene alla tipologia delle “nuove minoranze”, rimarca Ventura.
“Una nuova minoranza meritevole certo di tutela, ma non con risorse provenienti dai sempre più esigui finanziamenti vincolati alla minoranze linguistiche storiche – spiega Francesco Ventura – La bonaria richiesta al Comune di Messina di rettificare lo stato attuale delle cose sembra essere caduta nel vuoto, ragion per cui, essendo scaduti i termini indicati nell’istanza di aprile, ho provveduto a dare notizia della situazione alla Corte dei Conti, agli Uffici della Presidenza del Consiglio dei Ministri e alla Città Metropolitana di Messina, chiedendo di avviare le opportune verifiche ed attuare quei rimedi che si riterranno più idonei. Sono dispiaciuto della mancata apertura al dialogo da parte del Comune. Un diverso approccio alla questione avrebbe facilmente eletto l’amministrazione messinese ad esempio positivo in tema di politiche linguistiche minoritarie in Italia. Un’opportunità mancata”.



Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?