‘Ndrangheta e politica, maxi inchiesta a Reggio: il caso della giornalista di Repubblica Alessia Candito

"Solidarietà ad Alessia Candito, la 'giornalista giornalista' di Repubblica minacciata dal presidente del gruppo consiliare di Fratelli d'Italia alla Regione Calabria, Giuseppe Neri"

StrettoWeb

“Il Partito Democratico esprime la sua vicinanza e solidarietà ad Alessia Candito, la ‘giornalista giornalista’ di Repubblica minacciata dal presidente del gruppo consiliare di Fratelli d’Italia alla Regione Calabria, Giuseppe Neri che è indagato in una inchiesta sul voto di scambio. Ed è proprio l’esponente del partito della presidente Meloni, in una intercettazione mentre è al telefono con il mediatore del clan Araniti, ad esprimersi pesantemente sulla cronista di Repubblica. Conoscendo Alessia Candito da una vita so bene che non si farà intimidire. Noi siamo e saremo al suo fianco”. Così in una nota Sandro Ruotolo, responsabile informazione e cultura del Partito Democratico.

Minacce ad Alessia Candito: la solidarietà di Assostampa Sicilia

L’Associazione siciliana della stampa e il Gruppo cronisti siciliani esprimono solidarietà alla collega Alessia Candito della redazione di Palermo di Repubblica, che ha subito minacce emerse nelle conversazioni intercettate tra il capogruppo di Fratelli d’Italia della Regione Calabria e un uomo di raccordo tra politica e i clan della ‘ndrangheta“. Lo si legge in un comunicato pubblicato mercoledì 12 giugno 2024 dal sindacato regionale sul suo sito web.

“Assostampa e Gruppo cronisti – prosegue la nota – ribadiscono la loro preoccupazione per il lavoro dei colleghi che svolgono la loro attività in prima linea con correttezza e determinazione”.

Sulla vicenda interviene anche il Cdr di Repubblica: “Il Comitato di Redazione, sapendo di interpretare il sentimento delle colleghe e i colleghi di Repubblica, è al fianco di Alessia Candito. I ‘giudizi’ e le minacce nemmeno tanto velate rivoltele nelle conversazioni intercettate tra il capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Calabria e un uomo di raccordo tra politica e i clan della ‘ndrangheta si commentano da sole. Perché questo è il clima, questa è la grande zona grigia che i cronisti non possono che raccontare, perché questo è il nostro mestiere. Altri, invece, non solo non solidarizzano mai con chi informa l’opinione pubblica (fondamentale compito in una democrazia), ma si inventano leggi perché le zone d’ombra rimangano tali. E potendo anche più nere”.

“Alla collega Alessia Candito vanno, infine, la vicinanza e il sostegno della Fnsi «nella convinzione – rimarca il sindacato – che ogni tentativo di intimidirla per bloccarne il lavoro avrà il solo effetto di rafforzare il suo impegno al servizio del diritto dei cittadini ad essere informati”.

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