Reggio Calabria, il proprietario di MaSushi dopo la chiusura: “trattati come polli da spennare, ho chiesto scusa a Scopelliti”

Domenico Cuzzocrea, imprenditore e proprietario del locale MaSushi, si confida a Ripepi e spiega i perché della sua scelta: non mancano i paragoni con Sicilia e Puglia

StrettoWeb

Un fiume in piena. Domenico Cuzzocrea è un fiume in piena. E’ andato via, ma non voleva rimanere in silenzio. Aveva già parlato, in parte, ma ora “ha messo il carico”. Cuzzocrea è un brillante imprenditore di Reggio Calabria, proprietario del locale “Ma Sushi”, sul Corso Garibaldi. Qualche settimana fa, a fine aprile, era esploso, con un post sui social diventato in poco tempo virale. “H21.15 luci spente come ogni fottuta estate. Io chiudo onestamente e ritorno in Sicilia nell’attesa di vedere questa amministrazione di coglionazzi scomparire mestamente 13.800 € di puntate nel culo. Giocate a calcetto e vendete due cd al blockbuster quello siete”, aveva scritto.

Poco dopo aveva anche spiegato le sue motivazioni nel dettaglio a StrettoWeb, motivando i perché di quella rabbia e i perché della sua fuga da Reggio Calabria. Ora raddoppia, rivelandosi a Massimo Ripepi in una delle dirette social del Consigliere Comunale. “E’ triste che non ci sia coraggio di parlare. Ognuno di noi dovrebbe essere libero. Chi fa impresa in questa città ci mette tanto impegno, ma le Istituzioni sono lontane anni luce dalle nostre necessità. Siamo completamente vessati, vedono qualsiasi attività imprenditoriale come fonte di attacco. Trattano un imprenditore come un pollo da spennare, non come un valore aggiunto”, le prime parole di Cuzzocrea.

“Me ne vado. Sono stato chiamato da un’importante proprietà di un hotel di Panarea. Mi hanno detto: ‘Domenico, vieni a portare le tue competenze qua’. Non avendo dehor ho scelto, ma sarei voluto rimanere. Questa è casa mia, questo è il mio palazzo, non pago affitto”, continua.“Lasciamo stare la mia situazione, che non ho il dehor, che sistematicamente ogni anno devo trovare asilo politico per cercare degli spazi adeguati (‘sono tre anni che non riesco ad avere il dehors perché dicono che c’è un raggio di curvatura a cui avevamo trovato le soluzioni’, aveva detto a StrettoWeb). Io ho vissuto in Siciliaspiega – e lì le Amministrazioni non hanno mai bocciato una pratica. Tuttalpiù mi dicono che manca qualche integrazione di documentazione. Ma ci sono linee di guida di colore, di tessuto, cose che qua non ho mai visto”.

I problemi: dalla crisi idrica al turismo

Io non li conosco (i componenti dell’Amministrazione), non so chi siano e non mi interessa conoscerli dopo 10 anni. Io ho investito centinaia di migliaia di euro, portando occupazione, nel nostro piccolo, ma vedo il vuoto assoluto in questo momento storico. L’esempio è la crisi idrica. Questo palazzo è del 1910, non è mai mancata l’acqua, ma hanno aperto la diga del Menta e non c’è più acqua. Scandaloso”, aggiunge.

Turismo? La Regione Calabria ha fatto un regalo, gli ha portato della gente (voli Ryanair, ndr). Cosa ha fatto questa Amministrazione per concretizzare? Reggio ha delle bellezze oggettive, ma in 24 ore un turista la finisce. Bisognerebbe creare dei percorsi culturali, enogastronomici. Qui non si è riusciti a fare un ponticello di 100 metri“. E i ritardi di 10 anni del Museo del Mare? Abbiamo avuto un progetto approvato e finanziamento, realizzato dall’Architetto contemporaneo più importante e questi signori per un motivo meramente politico hanno detto no. Sono incavolato”.

“Io non sono né bravo né coraggioso, sono un ragazzo, un 50enne bello allegro che si alza la mattina e ha voglia di lavorare. Conosco tutti. Faccio un lavoro allegrissimo. Mi piacerebbe portare gioia. Io dico sempre che il bello genera bello, ma vivo in una città dove piace il brutto. Perché un’Amministrazione deve vedere solo brutto, mi portate degli esempi validi?”.

Quell’aneddoto di Capo d’Orlando

I paragoni con la Sicilia continuano: “fanno tutti questi post di Capo d’Orlando, che è bello. Io là ho aperto attività. Sempre benvoluti dalle Amministrazioni. Io qua non è che non mi sento benvoluto, ma non esisto. Sono un pollo da spennare. Mia mamma mi disse: ‘ti prego, sto per morire, torna’. Io sono tornato, per accompagnarla nell’ultimo sospiro, e ho investito dei soldi anziché stare fermo”.

E racconta un aneddoto proprio di Capo d’Orlando. “Chi si occupava della promozione di un mio locale in Sicilia, si dimenticò di invitare il Sindaco di Capo d’Orlando e l’Assessore al Turismo. Pensavo di aver fatto una lista fatta bene, ma mi dimenticai. Facciamo così l’inaugurazione e arrivano Sindaco e Assessore, ringraziandomi e abbracciandomi: ‘grazie che fai impresa qui, grazie che crei lavoro qui’. E’ nata un’amicizia che c’è tutt’ora. Questa è la Sicilia: non ti metti una fascia, gonfi il petto e fai ‘co co dé’. Vieni, non ti metti la fascia, stringi la mano, dici ‘grazie’. Non ti assurgi a Dio, non sei Dio, Dio ne abbiamo solo uno. Scendiamo a una politica reale, più terrena, che si occupi dei problemi della gente. In Sicilia mi sono sentito coccolato”.

Le scuse a Peppe Scopelliti

Cuzzocrea continua il suo lungo racconto: “di aneddoti qui non ne avrei da raccontare. Anzi uno, dove ci metto la faccia: ho chiesto scusa a Peppe Scopelliti. Ero uno di quelli che lo ha malgiudicato. Una sera era qui, io mesto mi sono avvicinato e gli ho detto: ‘chiedo scusa, comunque a questa città hai dato’. Quella città gioiva e non mi puoi venire a dire che dopo 10 anni stiamo pagando i danni di allora. Una qualsiasi Amministrazione di valore le azzera le problematiche in 10 anni. Dai nuova occupazione, linfa, incentivi, ma io non ho visto nulla. Solo inaugurare l’ultimo scempio che mi ha fatto pensare: ‘questi stanno fuori’: quella del ponticello al Lido, dietro un defecatoio, dove tagli un nastro. Ma sono coraggioso io o siete pazzi voi a non dire niente? Un turista viene con gli occhi dell’amore a portare soldi in un’economia asfittica e cosa facciamo noi? Andiamo a tagliare un nastro con dietro tonnellate di… lasciamo perdere”.

“Il regalo di Ryanair alla Regione, ma si fa sempre una questione politica”

Gli esempi continuano e viene tirata nuovamente fuori Ryanair: “proprio oggi alle mura greche hanno fatto un intervento di urgenza. Si sono resi conto che i turisti ci sono e in fretta e furia hanno tagliato l’erba, ma non sono riusciti a raccoglierla. Sembra una stalla. Qual è l’elemento che è chiaro a tutti? Non c’è una visione d’orizzonte. Hanno avuto tutto il tempo con Ryanar. Da quant’è che si sa che arriva? C’era tutto il tempo di fare programmazione. E’ un regalo che arriva da un altro colore politico, ma per amore di città mi tappo il naso e me lo prendo, qui invece si fa sempre una questione politica. Io non vedo amore e senza amore i risultati sono quelli che vediamo: uno scempio”.

Gli esempi con la Puglia e i biglietti dei parcheggi

Non solo paragoni con la Sicilia, ma anche con la Puglia. “Sono stato due settimane in Puglia. Mi dovevo disintossicare da Reggio Calabria”, aggiunge l’imprenditore, che poi tira fuori biglietti dei parcheggi di alcune città pugliesi. “Comune di Monopoli: 50 cent. l’ora, tariffa Camper. Con la presa per l’energia. Comune di Matera: 50 cent. l’ora. Ostuni: 50 cent., sempre Camper.  Polignano a mare: 50 cent., tariffa Camper. Per le auto, 30 cent”.

E mi parlano di 2 euro qua. Ma io mi chiedo: escono mai da Reggio Calabria? Escono da questi salotti? Uscite, viaggiate, fatevi un viaggio. Prendetevi un camper e giratevi l’Italia. Io ho avuto la fortuna di girare il mondo, forse per questo ho il cervello aperto. Con quegli stipendi metropolitani importanti che prendete, un giro ve lo potete fare. Andate a vedere la Puglia e la Sicilia, come sono amministrate. I 5 euro di Catania? Ma vi prego”.

“Andarmene per me è una sconfitta”

Infine aggiunge: “io sento un amore viscerale verso il Sud, verso il mare, verso tutti i territori liberi. Io Reggio Calabria la adoro, è casa mia. Ci sono nato, è nato mio figlio, ci sono tornato. E’ bellissima. Per me andarmene è una sconfitta. Mi fa piacere vedere nuovi territori e confrontarmi, ma sarei rimasto con piacere. Vedo tanti miei amici che mi dicono: ‘hai ragione’, però poi si fanno le foto con questi. Ma finitela! Abbiate la decenza, abbiamo tutti figli che se ne devono andare. Mio figlio se ne andrà. E’ un bagno di sangue”, conclude.

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