Sanità, l’ASP di Reggio e gli operatori non ascoltati: Lamberti firma durissimo esposto in Procura | DETTAGLI

La nota di Eduardo Lamberti Castronuovo, noto imprenditore e Direttore dell'Istituto De Blasi

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“Abbiamo adottato tutti i mezzi di cui la democrazia ci fa disporre per convincere la Responsabile dell’asp 5 di Reggio ed i suoi collaboratori, quali ad esempio, la direttrice amministrativa, che le strutture come la nostra, sono di grande aiuto alla sanità pubblica, oltre che meno costose. Abbiamo chiesto a gran voce che si rispondesse a dieci semplici domande”. Lo afferma in una nota Eduardo Lamberti Castronuovo, noto imprenditore e Direttore dell’Istituto De Blasi.

“Abbiamo gridato, col cuore in mano da medici a medici, che i pazienti oncologici, già provati da un destino non certo benevolo, fossero esentati dal dover pagare le prestazioni. Abbiamo spiegato, e la Legge con noi, che il budget assegnato alle strutture accreditare, che sono pubbliche a tutti gli effetti, non è sufficiente, né in linea col fabbisogno dei cittadini. Abbiamo dovuto adire i Tribunali amministrativi che ci hanno dato ragione, assegnandoci risorse maggiori, peraltro distratte dall’amministrazione, per come ha sentenziato il Consiglio di Stato ed il Commissario ad acta, designato dal competente Ministero della Salute. Insomma, abbiamo fatto di tutto”.

“Il risultato è stato l’assoluto ed indisponente silenzio di una autorità despota che non tiene in nessun conto la necessità di prestazioni sanitarie che hanno i cittadini, a buon diritto. Siamo stati dei gran signori. Oggi è giunto il momento di parlare con durezza, facendo ricorso al Sig. procuratore della Repubblica. Un esposto querela, circostanziato e corredato di ampia documentazione tra sentenze, ordinanze e diposizioni della Autorità, è stato notificato e protocollato, a firma del dott. Eduardo Lamberti- Castronuovo, alla Procura, pel tramite del Comando della Polizia Metropolitana”.

“Sarà adesso la Giustizia penale a farsi carico della complicata vicenda, dove non può essere certo il silenzio né la mancata applicazione di dispositivi e sentenze, adottate in nome del Popolo Italiano, a risolvere una esigenza, prima dei malati e, perché, dei professionisti che hanno avuto solo la dabbenaggine di aprire strutture migliori di quelle che siamo abituati ad osannare in altre parti d’Italia. La Regione, grazie a questi provvedimenti del potere sanitario locale, continua a foraggiare le regioni più titolate, a torto, con somme pari a 350 milioni di euro. Basterebbe investire qui quelle risorse, per avere risultati egregi in loco”.

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