A Reggio Calabria si parla di salute, tra diete ed allergie: come prevenire le patologie

L'evento "Primavera: la bella stagione tra nutrizione ed allergie" organizzato dall'Associazione culturale Le Muse di Reggio Calabria

StrettoWeb

L’Associazione culturale Le Muse “Laboratorio delle Arti e delle Lettere” di Reggio Calabria, domenica scorsa, ha presentato alla città un incontro su “Primavera: la bella stagione tra nutrizione ed allergie”. Il Presidente Muse prof. Giuseppe Livoti, in apertura di serata, ha ricordato come tale manifestazione dal grande valore divulgativo è organizzata dalla Sezione Muse Ricerca Medico Scientifica e si rivolge non solo alle età più vulnerabili ma a tutte le generazioni poiché da sempre “nutrizione ed allergie” hanno identificato la stagione della primavera, anticamera dell’estate.

Livoti ha introdotto gli ospiti con un accenno storico alla “Primavera” di Botticelli, pittura che mostra nove figure della mitologia classica che incedono su un prato fiorito, davanti a un bosco di aranci e alloro: Zefiro, la ninfa Clori, Flora dea della fioritura, la dea dell’amore e della bellezza Venere, Cupido, le tre Grazie e Mercurio messaggero degli dei. Una celebrazione dell’amore, della pace, della prosperità oltre che esaltazione della vegetazione con 138 specie di piante diverse. L’evento con la presenza di noti professionisti calabresi è stato utile per tracciare linee guida su come affrontare problematiche attinenti l’alimentazione ed i problemi di natura allergica.

Le precisazioni della dott.ssa Maria Anna Fedele

La dott.ssa Maria Anna Fedele, biologa-nutrizionista, ha subito chiarito che un buono stato nutrizionale è determinato dal cibo che mangiamo in relazione alla capacità di digerire, assorbire e utilizzare le sostanze nutritive ed è direttamente influenzato dagli alimenti e dal loro contenuto in nutrienti. Nessun alimento preso singolarmente contiene tutti i nutrienti necessari, per questo risulta fondamentale variare la dieta il più possibile. Un’alimentazione varia ed equilibrata è alla base di una vita in salute, un’alimentazione non corretta, infatti, oltre ad incidere sul benessere psico-fisico rappresenta uno dei principali fattori di rischio per l’insorgenza di malattie croniche non trasmissibili. Importanti sono le abitudini alimentari, ha ribadito la Fedele, anche se esistono varie tipologie di diete: dieta mediterranea, dieta dissociata, dieta zona, dieta chetogenica, dieta intermittente. Le diete vanno fatte e seguite da uno specialista, mai seguendo il fai da te.

La dieta mediterranea

La dieta mediterranea è uno stile di vita, più che un semplice elenco di alimenti. Alla base della piramide alimentare ci sono tante verdure, un po’ di frutta e cereali (preferibilmente integrali). Salendo, troviamo il latte e i derivati a basso contenuto di grassi (come lo yogurt). L’olio extravergine di oliva come condimento per eccellenza, da utilizzare prevalentemente a crudo (circa 3-4 cucchiai al giorno) assieme ad aglio, cipolla, spezie ed erbe aromatiche, al posto del sale, sono i condimenti migliori per i nostri piatti in stile mediterraneo. Altri grassi buoni oltre a quelli dell’olio ci vengono forniti dalla frutta a guscio e dalle olive. Verso il vertice della piramide alimentare, ci sono gli alimenti da consumare non ogni giorno, ma settimanalmente: sono quelli che forniscono prevalentemente proteine, tra i quali dovremmo favorire il pesce e i legumi con almeno due porzioni alla settimana ciascuno, il pollame 2-3 porzioni, le uova da 1 a 4 la settimana, i formaggi non più di un paio di porzioni se sono stagionati.

Al vertice della piramide ci sono infine gli alimenti da consumare con moderazione: due porzioni o meno a settimana per le carni rosse mentre quelle processate (affettati, salumi ecc..) sarebbero da consumare con ancor più parsimonia. Infine i dolci, da consumare il meno possibile.

L’intervento della dott.ssa Stefania Isola

La dott.ssa Stefania Isola, dirigente Medico Unità Operativa e Scuola di Specializzazione in Allerg. e Immunol. Clinica Azienda Ospedaliera Universitaria “Gaetano Martino” – Messina e delegata Muse ricerca medico scientifica è partita nel suo discorso introduttivo sul ruolo delle allergie, risposta immunitaria anomala ed esagerata del sistema immunitario indotta dal contatto, dall’inalazione e/o dall’esposizione a sostanze estranee normalmente innocue, denominate allergeni.

I tessuti coinvolti in questa reazione sono prevalentemente le mucose nasali, gli occhi, i bronchi e l’apparato cutaneo; questi divengono iperattivi e, in determinate condizioni esterne come la presenza di inquinanti, divengono ancora più sensibili. Gli allergeni sono molecole (generalmente proteine) comunemente presenti nell’ambiente, in grado di indurre una risposta del sistema immunitario nei soggetti predisposti. Questi possono essere di varia origine, possono infatti derivare da pollini, acari della polvere di casa, alimenti, veleni di insetti. Ed ancora i micofiti sono microrganismi di origine vegetale che producono spore, particelle di piccole dimensioni che proliferano quando la cellula si trova in condizioni ambientali inadeguate, disperdendosi nell’aria e causando sintomi allergici.

Abitualmente presenti nell’atmosfera, possono crescere sia all’esterno che all’interno delle abitazioni. In quest’ultimo caso, si depositano su indumenti, pareti e pavimenti umidi, carta da parati, piante, alimenti conservati in modo non ottimale e negli impianti di condizionamento e di umidificazione dell’aria. Tra i micofiti più noti e studiati come allergeni respiratori c’è l’Alternaria, responsabile di riniti allergiche, attacchi d’asma e dermatiti. Le allergie alimentari sono diffuse molto meno rispetto a quelle respiratorie, ricorda la Isola, ed è una reazione del sistema immunitario nei confronti di un alimento o di un suo componente. Importante, conclude, è affidarsi allo specialista e non lasciarsi andare ad analisi che, molto spesso, sono business e non sono utili a scoprire la patologia.

Le parole della prof.ssa Rossana Rossomando

La prof.ssa Rossana Rossomando nota come poetessa e scrittrice oltre a essere delegata Muse alla cultura dialettale ha ricordato come anche il vernacolo si può prestare a raccontare argomenti scientifici poiché nel nostro dialetto, esistono terminologie che rendono bene il senso di ciò che viene descritto. Il cibo da sempre è stato raccontato e decantato e dunque la poesia si presta a descrivere fisime, atteggiamenti e storie dell’uomo del Sud o di situazioni tra il vero ed il verosimile poiché “…in mezzu a tutti i malattii ci su puru l’allergii alivoti su silenti ma u chiù spissu su evidenti…”.

Condividi