Un altro episodio di malasanità calabrese che ci lascia stupefatti: un uomo di Mesoraca, nel crotonese, è morto per un infarto che fulminante non era. Poteva forse salvarsi, ma l’autoambulanza che avrebbe dovuto trasportarli d’urgenza in ospedale è arrivata con ben 40 minuti di ritardo. Come se non bastasse, il mezzo era ovviamente – perché ormai è di routine – demedicalizzato: il 74enne è quindi morto per colpa di una totale confusione dove le direttive non hanno funzionato.
40 minuti per una manciata di chilometri
Ma andiamo nel dettaglio: il signor Giuseppe si è sentito male mentre era alla guida del suo veicolo, sulla strada tra Mesoraca e Petilia Policastro, a pochissimi chilometri dall’ospedale Campizzi. Il presidio è dotato di due ambulanze: durante la prima segnalazione, il mezzo “ufficiale” era già impegnato in altro luogo, pertanto si è mobilitata la seconda, della Croce Verde, ottenuta dopo tante fatiche da parte del Comitato Cittadino. Il secondo veicolo però, nonostante il tragitto molto breve, è arrivata sul posto dopo oltre 40 minuti.
Un tratto così corto tanto che un parente della vittima, disperato, ha raggiunto il Campizzi con la propria auto intimando aiuto ed è tornato indietro. Un tempo da percorrere pari a una manciata di minuti tanto che l’elisoccorso è arrivato ancor prima dell’ambulanza. Quest’ultima, con calma, ha raggiunto il povero signor Giuseppe ma era demedicalizzata: un’attesa lunga ed inutile. E intanto il medico a bordo dell’elisoccorso non ha potuto fare altro che constatare la morte del 74enne.
